Io vi troverò
Scritto da Riccardo Balzano   
venerdì 08 agosto 2008

Io vi troverò
Titolo originale: Taken
Francia: 2008 Regia di: Pierre Morel Genere: Thriller Durata: 93'
Interpreti: Liam Neeson, Maggie Grace, Xander Berkeley, Famke Janssen, Katie Cassidy, Olivier Rabourdin, Leland Orser, Jon Gries, David Warshofsky
Sito web: www.europacorp.com/dossiers/taken
Nelle sale dal: 14/08/2008
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Riccardo Balzano

iovitrovero_leggero.jpegBryan è un agente segreto in pensione e divorziato che ha lasciato il lavoro per trasferirsi nella stessa città dove vivono moglie e figlia affinchè possa instaurare un rapporto più solido con quest'ultima. Partita per Parigi assieme all'amica Amanda, Kim viene rapita da un gruppo di criminali che traffica donne per iniziarle alla prostituzione.
Il padre andrà a salvarla.
Pierre Morel firma un thriller di buona fattura, ben sceneggiato ( da Luc Besson e Robert Mark Kamen) e dal ritmo incalzante. L'unica e grave pecca del film è forse la trascuratezza mostrata nella caratterizzazione dei personaggi: Bryan sembra assumere per gran parte della storia (e ad eccezione degli ultimi dieci minuti) qualità sovrumane, quasi fosse un supereroe, impavido e immortale. La pellicola è praticamente sostenuta del tutto da Liam Neeson, gli altri componenti del cast sono solo comparse ( Maggie Grace, la figlia; Famke Janssen, la moglie; Xander Berkeley, il nuovo compagno della moglie), figure appena abbozzate. Per il resto è tutto più che discreto: la regia di Morel è dinamica e adrenalinica, l'interpretazione di Neeson buona, la fotografia di Michel Abramowicz ( "L'impero dei lupi" ) lodevole.
La violenza c'è e anche in abbondanza ma non va a disturbare un'opera intrigante che, dopo la fiacchezza dei primi minuti, sa coinvolgere il pubblico fino alla fine. E' questo il pregio di "Io vi troverò": la capacità di intrattenere lo spettatore, senza un attimo di esitazione, grazie ad una storia intrigante che si fa apprezzare.
In alcuni punti il film di Morel ricorda “La promessa dell’assassino” di Cronenberg (che risulta però migliore) per quanto riguarda il traffico di donne, e in altri “Hostel II” (tanto per riportare un titolo recente) poichè anche qui le vittime sono ragazze adolescenti che partono per un viaggio all'insegna del divertimento ma che si trasforma poi in un vero e proprio incubo. Il film non brilla quindi per originalità e non mancano analogie anche con "Wasabi", sceneggiato sempre da Luc Besson. A rendere la visione ancora più piacevole è la breve durata (93 minuti). Vale comunque la pena di vederlo.