L'altra donna del re
Scritto da Dario Carta   
martedì 02 settembre 2008

L'altra donna del re
Titolo originale: The Other Boleyn Girl
Regno Unito: 2008. Regia di: Justin Chadwick Genere: Drammatico Durata: 116'
Interpreti: Natalie Portman, Scarlett Johansson, Eric Bana, Kristin Scott Thomas, Jim Sturgess, Eddie Redmayne, Jade Ramsey, Nikita Ramsey, Tiffany Freisberg, Christopher Fosh
Sito web: www.sonypictures.com/movies/theotherboleyngirl
Nelle sale dal: 24/04/2008
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Dario Carta

laltradonnadelre_leggero.jpegLe due sorelle Anne e Mary Boleyn tornano sullo schermo e raccontano la loro Storia e quella dell'Inghilterra dei Tudor,dopo 19 precedenti proposte tra grande e piccolo schermo,la prima delle quali,in ordine cronologico,"Henry VIII",è del 1911 e la più recente,in forma di serie tv,è "I Tudors",del 2007.
In questo "Altra donna",Enrico VIII lascia l'ingombrante e corpulento aspetto tramandatoci dalla iconografia,per rivestire l'agile e improbabile sembianze di Eric Bana,("The Hulk","Troy","Munich","La bussola d'oro"),meno rosso e massiccio del presunto originale,ma sicuramente più fruibile nella Hollywoodland dei nostri giorni,poco importa quale che sia la realtà storica.
Comunque questi possa apparire,il re vuole un figlio maschio,che la consorte Caterina d'Aragona non è in grado di dargli.
Ma a corte,Sir Thomas Boleyn decide che la figlia Anne (Natalie Portman), può aiutare il re a superare eventuali angustie e,soprattutto,aiutare il padre nei maneggi di corte.
Eppure,quando il monarca conosce la sorella di Anne,la remissiva Mary,(Scarlett Johansson),già sposata,se ne invaghisce ed in breve ne fa la sua amante e avrà da lei un figlio.
Anne,nel frattempo,viene esiliata a Parigi e,al suo ritorno a Corte,si presenta con doti e modi che il re non riesce a ignorare,al punto che farà di lei la sua seconda moglie,ripudiando Caterina d'Aragona e provocando l'ira della Chiesa Cattolica ed successivo scisma,con la formazione della Chiesa Anglicana.
Neanche da Anne nascerà un figlio maschio,ma questa pagherà con la testa le sue colpe di stregoneria e incesto,solo dopo aver dato alla luce colei che fu la grande regina  Elisabetta I d'Inghilterra.
Il regista Justin Chadwick,debuttante sul grande schermo,ci offre questo stralcio della storia d'Inghilterra puntando sul binomio composto da due delle star più brillanti nel cosmo di celluloide,la Portman,(la ragazzina che accompagnava il killer Lèon) e la Johansson,(giovane esordiente,vicino a Redford che sussurrava ai cavalli).
Si rivela davvero una puntata vincente,almeno dal punto di vista strategico,perchè contestualmente ad uno scenario storico metabolizzato ad libitum,l'attenzione ha il suo fuoco sul confronto che viene presentato dalle due sorelle e su come le due attrici attingono alle rispettive eperienze professionali,dosando i talenti a loro disposizione,per disegnarne i profili caratteriali.
Di competizione fra le star non si fa neppure cenno,date le lodi tessute dalle due attrici l'una per l'altra e la fermezza con la quale escludono ogni velleità di reciproca distruzione.
Al contrario,la loro intesa appare regolata da un buon equilibrio,che ben gestisce il gioco alternato fra le due protagoniste,bene inserite nei rispettivi ruoli.E così il meccanismo che articola la vicenda si anima con credibile fluidità.
Anne è la figura di una donna volitiva e decisa ad imporre la propria volontà,prossima all'immagine dell'arrampicatrice sulla scala dei valori sociali,che vede nel re il valido mezzo per il raggiungimento del proprio scopo.
Dice la Portman:"...La sceneggiatura è scritta in modo tale che tutte le scelte di Anne hanno una logica.Riuscivo a comprendere ogni sua scelta a livello emotivo.Anne è intraprendente,raro per un personaggio femminile....che compie molte scelte e decide il proprio destino...;Anne non va vista nella prospettiva di una rivendicazione femminista...All'epoca le donne servivano per incrementare le ricchezze di una famiglia,il che non è del tutto diverso da quello che succede oggi...Penso che Anne cerchi in tutti i modi di riconquistare i favori del padre,che ha smarrito,o,almeno,di riguadagnare il suo rispetto..."
Conferma la Johansson:"...Molte famiglie usavano i propri figli,maschi o femmine,come pedine per il raggiungimento dei propri interessi e del potere...e questo succede ancora oggi...".
Uno script basato su un romanzo di Philippa Gregory ."The Othe Boleyn Girl",una strizzata d'occhio ai canoni hollywoodiani,una costumista (Sandy Powell),con due Oscar in tasca ("Shakespeare in Love" e "The Aviator"),regalano uno spettacoo apprezzabile per chi desidera comunque,almeno per una serata davanti allo schermo,trovare il gusto di armonizzare Storia e spettacolo.