Il Re Scorpione 2 - Il Destino di un guerriero
Scritto da Dario Carta   
mercoledì 08 ottobre 2008

Il Re Scorpione 2 - Il Destino di un guerriero
Titolo originale: The scorpion king 2: rise of a warrior
USA: 2008 Regia di: Russell Mulcahy Genere: Avventura Durata: 109'
Interpreti: Michael Copon,Randy Couture,Keren Shenaz
Sito web: www.ign.com/scorpionking
Nelle sale dal: In dvd - Inedito Inedito Nelle Sale
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta

the_scorpion_king_2_rise_of_a_warrior_leggero.jpegDalla matrice de "La mummia  - Il ritorno",(2001),viene imbastito un secondo racconto con protagonista il Re Scorpione,successivo al primo episodio del 2002 con Dwayne "The Rock" Johnson,nei panni del re,ma visto come prequel di quest'ultima pellicola.
Le sequenze del combattimento,in apertura,rimandano alle immagini del "300" di Zack Snyder,ma tradotte in chiave minore e con sofferente efficacia.
Quella che segue è la storia di Mathayus,(Michael Copon),raccontata a partire dalla sua adolescenza,molto prima che diventasse il Re Scorpione.
Suo padre viene ucciso da Sargon,(Randy Couture),generale delle forze speciali di combattimento,gli "Scorpioni Neri".
Mentre Sargon diviene il nuovo re,Mathayus giura di vendicare il padre e con sacrifici e sofferti allenamenti,entra a far parte degli "Scorpioni Neri",diventandone uno dei migliori combattenti. Ma le forze maligne di Sargon gli impediscono di avere la meglio e, alla testa di un pugno di mercenari,con la sua amica di gioventù Layla,(Karen David),il carismatico poeta Ari,(Simon Quarterman),e un acrobata cinese incontrato lungo la via,Mathaius parte alla ricerca di una leggendaria spada,unica arma che possa uccidere Sargon.
Le avventure portano il gruppo tra mille pericoli,nel labirinto del Minotauro e nell'Oltretomba,dove la spada è custodita dalla dea Astarte (Natalie Becker).
Lo spettatore non tarda ad avvertire la sensazione,che verrà confermata con il procedere della storia,che quella che gli scorre davanti agli occhi,è una pellicola che non regala le emozioni di un film di buon livello.
Non passato nelle sale e destinato alla vendita in DVD,il film si annovera da solo fra i prodotti che potrebbero essere serializzati in corti racconti per il piccolo schermo e destinati ad un pubblico di adolescenti,fans di invincibili eroi ed avventure in esotiche terre lontane.
Le sequenze che mostrano la formazione fisica e caratteriale del protagonista,nei suoi anni di crescita e di sviluppo della sua tempra di uomo nel crogiuolo della prove, e nella sferza dei combattimenti corpo a corpo,ventilano,ma non maturano,i fotogrammi della Sparta di Zack Snyder,e confermano un editing del film approssimativo e la mesta certezza di trovarsi di fronte ad un B movie.
Troppi richiami a situazioni anacronistiche e salti pindarici,da un uso del linguaggio da formazione dei corpi dei marines,alla gestura dei legionari della Roma Imperiale,si muovono disordinatamente sul palcoscenico,come molecole in disordine ben lungi da dare equilibrio ad un film senza carattere e connotati propri,ma che sembra disorientato in una serie di immagini montate in un clichè privo di magia.
Nei combattimenti,una coreografia passabile è difficilmente digeribile in tempi in cui i lavori in CGI possono offrire,agli amanti del genere,risultati spettacolari,in particolar modo inseriti in contesti epici o storici o di avventura di sapore fantasy.
Forse,lo scarno risultato della pellicola,trova spiegazione nella originale formazione del regista nei video musicali.
Sono evidenti,in questa regia,mancanza di pathos di ritmo,di continuità,di cura nei dettagli,come i troppo frequenti stacchi nelle riprese di lotta.
E' una avventura che coniuga Giasone e gli Argonauti,con il Minotauro di Minosse,con echi del classico anni '70 " 7° viaggio di Simbad",( Ray Harryhausen),l'Odissea,il recente "L'ultima legione",in una risonanza di terre oltre i confini epoche e miti.
Ed anche Indiana Jones,con il suo "passo della Fede",vuole dire la sua.
Ma qui,mancano magia e sogno,e lo spettatore non riesce a viaggiare dentro una storia che non si eleva e non offre ali per volare.
Bella parentesi,l'inquietante scenografia dell'Oltretomba di Tom Hannam e delle orride creature che lo popolano.
Rivrediamo,però,anche qui,l'Ulisse Femiu,del 1968,nell'Ade,alla ricerca di sua madre,ma con ben diverso fascino.
In questa versione del mondo dei morti,regna una molto poco probabile dea Astarte,dea dell'Amore e della guerra,,che però arruffa il pelo come una gatta e si tira i capelli con l'unica presenza femminile nel gruppo di avventurieri.
Forse non quanto Dwayne Johnson,nel primo episodio,ma anche Copon presenta un certo carisma nel suo ruolo e nel complesso le sue prestazioni sono congruenti con la figura che interpreta.
Karen David,(Layla),è un maschiaccio che attira simpatia,(con cautela),per la sua sfrontatezza, energia e vitalità.
Simon Quarterman supera di gran lunga i suoi colleghi in bravura ed invita a incrontrare ancora la sua spontaneità,in qualche ruolo più meritevole,in altre pellicole.
Auspicabile,peraltro,che Randy Couture,(Sargon),concentri la sua attenzione alla sua attività principale di wrestler in testa al Ultimate Fighting Championship ed abbandoni ogni velleità di presenza sui set cinematografici,a meno che decida,di quando in quando,di cambiare  espressione.
Russell Mulcahy ha preferito,questa volta,restare all'Ombra del faraone,"Talos",(1998),in un film che,anche lui,resta in ombra,prima di passare a "Resident Evil Extinction",(2007),
ma senza più trovare la verve per elevarsi alle altezze di "Highlander",con la sua indimenticabile lunghissima ripresa in apertura,senza interruzione,dal campo lungo,via via ai primi piani.
Quella,davvero,era "una specie di magia"!