The Burning Plain
Scritto da Piergiorgio Ravasio   
sabato 08 novembre 2008

The Burning Plain
Titolo originale: The Burning Plain
USA: 2008. Regia di: Guillermo Arriaga Genere: Drammatico Durata: 147'
Interpreti: Charlize Theron, Jennifer Lawrence, Kim Basinger, Joaquim de Almeida, Danny Pino, Diego J. Torres
Sito web: 
Nelle sale dal: 07/11/2008
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Piergiorgio Ravasio

theburningplain_leggero.jpegUn camper abbandonato che esplode, una ragazza che lavora in un elegante ristorante di Portland, lo sguardo di un ragazzo e una ragazza che si incrociano durante il funerale dei rispettivi genitori, una bambina che vede schiantarsi al suolo l'aereo con a bordo il padre.
Questi gli ingredienti delle vicende narrate da uno dei più originali sceneggiatori contemporanei (Guillermo Arriaga), che debutta oggi dietro la macchina da presa con questa semplice quasi romantica storia che parla d'amore e di come questo sentimento possa avere effetti diversi sulle persone, a seconda del contesto in cui si trovano.
Affermato scrittore di romanzi, considerato tra i più influenti del nostro tempo, apripista di una nuova generazione di cineasti che hanno portato linfa vitale ed energia al cinema mondiale, i suoi film (ha sceneggiato, tra gli altri, il Premio Oscar "Babel" e "21 grammi - Il peso dell'anima") si sono sempre rivelati affreschi umani di uomini e
donne che vivono sotto incredibili pressioni; affrontano argomenti, personaggi e stati d'animo molto diversi tra di loro ed hanno in comune una viscerale e sovente luminosa umanità. Basta ricordare il capolavoro "Babel" che ha ottenuto 7 candidature agli Oscar, è stato incluso tra i dieci migliori film dell'anno ed è riuscito molto bene ad esplorare, con sconvolgente realismo, la natura delle barriere che separano il genere umano includendo temi molto cari ad Arriaga quali la comunicazione, l'importanza dell'amore, le conseguenze delle nostre azioni, le contraddizioni della natura umana,
gli scontri culturali e l'enigma dell'isolamento contemporaneo.

Con questa nuova pellicola il regista ci racconta quattro storie di amore estremo, basate ognuna su uno dei quattro elementi (fuoco, acqua, aria e terra) attraverso i quali esplora le conseguenze di un atto estremo e come il senso di colpa, il rimorso e la tristezza possano, col tempo, condurci verso un profondo abisso, mantenendo però sempre aperta la possibilità di redenzione attraverso l'amore: l'amore per gli
altri e soprattutto quello verso se stessi.
Mentre nei film scritti in precedenza Arriaga perlustrava mondi, classi sociali e culture differenti attraverso cui ci trasmetteva il suo messaggio, per il suo primo film da regista ha scelto di lasciare all'intimità dei paesaggi - attraverso la luce, i suoni, gli animali, la vegetazione - il racconto delle storie, facendo del paesaggio un altro dei personaggi del film.
Questa vicenda, basata sulla narrazione simultanea di diverse storie apparentemente senza alcun legame, né passato, né presente, ma che alla fine si incontrano, è un po' la continuazione di quello che è diventato lo stile narrativo tipico di Arriaga, apprezzato da pubblico e critica in tutto il mondo grazie anche ad altri fortunati film campioni di incasso come "Le tre sepolture" e "Amores Perros", oltre ai due già citati.
Film cupo, commovente e tragico che racconta diverse storie alla cui base ci sono temi quali l'amore, il perdono, la redenzione e che si svolgono in luoghi e periodi differenti. Film, dunque, dalla struttura non classica, ma dove il pubblico dovrà partecipare attivamente per trovare il collegamento tra le varie storie man mano che le stesse si svelano ai nostri occhi.
Grazie al suo tipico stile fresco e corroborante, le sue sceneggiature si risolvono sempre in autentiche creazioni letterarie nelle quali mettere grande attenzione al linguaggio, alla struttura narrativa e allo sviluppo dei personaggi.
Natura, destino, coincidenze: ecco gli ingredienti di questa pellicola di genere totalmente diverso ma comunque sempre traboccante di profonde tematiche personali.
All'ambientazione, parte integrante della narrazione (pensiamo anche solo a quella striscia di terra deserta ai piedi della catena montuosa che ci trasmette quel senso di vastità e isolamento) fa subito eco la splendida fotografia che riflette la forza naturale dell'ambiente nel quale i vari personaggi si muovono: che si tratti di terra o di aria, di deserto o di mare.
Aggiungiamo un sapiente montaggio, una triste ma speranzosa colonna sonora, una grande interpretazione da parte di Charlize Theron e di Kim Basinger ... e il gioco è fatto.
"Fare un film è una cosa molto difficile ma ciò nonostante i cineasti adorano questo processo".
Ed è anche il paradosso della storia narrata in "The burning plain".
"Come è possibile che una cosa bella come due persone che fanno l'amore, possa ostacolare l'amore di altri personaggi?. Questo è uno dei grandi misteri romantici e il poterlo esplorare anche solo per un po' attraverso il cinema è un dono che non dimenticherò mai".
E siccome queste qualità non sono un patrimonio elargito in maniera copiosa e indistinta, noi ti diciamo: "Continua così!".