Shining
Scritto da Samuele Pasquino   
venerdì 16 gennaio 2009

Shining
Titolo originale: The Shining
USA: 1980  Regia di: Stanley Kubrick Genere: Thriller Durata: 140'
Interpreti: Scatman Crothers, Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Barry Nelson, Philip Stone, Joe Turkel, Anne Jackson, Tony Burton, Lia Beldam, Billie Gibson, Barry Dennen, Lisa Burns, Louise Burns
Sito web:
Nelle sale dal: 1980
Voto: 10
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

shining_leggera.jpgLo scrittore Jack Torrence (Jack Nicholson) accetta il lavoro di custode all'Overlook Hotel, un albergo sperduto tra le montagne e chiuso per il periodo invernale, e si trasferisce là con la moglie Wendy (Shelley Duvall) e il figlio Danny (Danny Lloyd). L'Overlook Hotel fu luogo di efferati delitti e cela segreti terribili.

Presto Jack comincia a dare segni di pazzia, fino a tentare di uccidere i suoi cari.

Dall'eclettismo artistico del regista Stanley Kubrick nasce "Shining", un capolavoro diretto con maestria e tratto dal romanzo del geniale scrittore Stephen King.
Il termine che dà il titolo al film significa "luccicanza", un potere paranormale che possiede Danny, il figlio di Jack e Wendy.
Tutta la storia è in gran parte incentrata su di lui: il bambino riesce a sentire le inquietanti presenze che popolano l'albergo attraverso una capacità rara e misteriosa. Kubrick lo segue con la cinepresa mentre percorre col suo triciclo i lunghi corridoi, catturando le strane apparizioni delle due gemelle assassinate e della donna crudele, in un gioco di specchi oscuri in cui la realtà non offre alcuna certezza.
Il dramma messo in scena dal brillante cineasta non può e non deve essere catalogato come un horror di genere, risulta invece corretto reputarlo un saggio visivo di parapsicologia immerso in una dimensione paranormale che travalica i consueti scenari tragici.
Il modo di dirigere di Kubrick sconvolge perchè inusuale, perfettamente ordinato e collocato in un contesto di metodicità lussuosa ed alienante.
Difatti, molto spesso nei suoi film ci addentriamo in spazi strutturalmente aristocratici, pervasi da una tranquillità pronta ad essere martoriata.
Si tratta di un inganno scenico molto gradito allo spettatore, che assapora la quiete prima della tempesta, la confusione prima della follia, lo smarrimento e lo sgomento di fronte ad immagini sconvolgenti.
L'Overlook Hotel è un luogo di sofferenza celata, che colpisce con un impeto inaudito Jack Torrence, il quale inizia a vagare per le sale in preda ad un raptus crescente, in un'attesa prolissa ricca di visioni illusorie, proiezioni della sua volontà di fuggire da qualcosa che non concepisce. Egli diviene facile preda dell'albergo, luogo che diventa entità vivente e subdola con i suoi personaggi rinchiusi e usati come marionette in un progetto crudele lucido e freddamente meditato.

L'apoteosi di tensione si rileva nelle sequenze in cui Jack bracca sua moglie nel bagno e mentre insegue Danny nel labirinto innevato.
Grandissima interpretazione di Jack Nicholson, in grado con lo sguardo di giocare perfidamente dimostrando duttilità e profonda capacità di adattamento al personaggio e al contesto, sapendo imprimere una personalità istrionica molto apprezzata dalla critica.
Il film è un elegante indagine nei meandri della follia, opera compiuta e magistralmente eseguita.