Into the Wild
Scritto da Gianluca Frappampina   
sabato 17 gennaio 2009

Into the Wild
Titolo originale: Into the Wild
Titolo internazionale: Lust, Caution
USA: 2007. Regia di: Sean Penn Genere: Drammatico Durata: 148'
Interpreti: Emile Hirsch, Vince Vaughn, Kristen Stewart, William Hurt, Marcia Gay Harden, Katherine Keener, Hal Holbrook
Sito web: www.//intothewild.com
Nelle sale dal: 25/01/2008
Voto: 7
Recensione di: Gianluca Frappampina

intothewild_leggero.jpgChristopher, appena conclusi gli studi, sente il bisogno di andare in cerca della propria strada.
I suoi genitori, entusiasti per la buona riuscita degli studi si offrono di acquistare un'auto nuova.
Il giovane reagisce malamente.
La ricchezza non è quella offerta dalle cose, la felicità non si trova nel denaro.
Offre tutti i soldi messi da parte fino a quel momento in beneficienza, e parte con un equipaggiamento ridotto ai minimi termini facendo terra bruciata intorno a sé per non essere rintracciato da genitori o amici.
Brucia le ultime banconote, taglia carte di credito e documenti, perfino il guasto della sua vecchia automobile non lo scoraggia.

Viaggia nell'ovest americano, per qualche tempo anche in Messico, poi si muove verso l'Alaska, vera meta del viaggio introspettivo, alla ricerca di veri sentimenti, della vera felicità, per dimenticare la sua infanzia costellata di bugie e cura della facciata esteriore di una famiglia in realtà a pezzi.
L'intento di rendersi irrintracciabile funziona, sfrutta uno pseudonimo per non lasciare tracce, Alexander Supertramp.
Desidera restare solo, costruire il proprio eremo giorno dopo giorno quasi fosse la strada da percorrere verso l' appagamento interiore.
Durante il viaggio che lo porta alla conquista delle lande gelide e desolate, oltre a prepararsi fisicamente e mentalmente a quanto lo attenderà, (impara a cacciare, apprende le nozioni necessarie a conservare la selvaggina e a scegliere bacche e altre erbe commestibili) incontra numerose persone con le quali condivide molte esperienze, spesso lasciando un'impronta del proprio passaggio nelle loro vite, ma anche un vuoto incolmabile al momento dell'abbandono.
Condivisione. La pietra angolare della pellicola.
Il giovane, accecato dal suo obiettivo, non si rende conto che la felicità tanto cercata era già stata ottenuta durante la corsa, non all'arrivo.
Bella prova di Sean Penn, attore superbo dimostra il fiuto del buon regista attendendo per anni i diritti per girare il film.
Inquadrature ordinarie sono abilmente intervallate da close-up fortemente evocativi di un percorso interiore che passa dal timore per il vacuo scorrere del proprio tempo, al desiderio di lottare per la propria felicità, sino all'abnegazione, perseveranza e infine pentimento ma anche perdono.
Fotografia ottima, montaggio caratterizzato da continui flash-back: il presente è la solitudine dell'Alaska, intervallata però da ricordi di esperienze ed incontri.
Il decadimento fisico del personaggio ha reso necessario l'autentica perdita di peso dell'attore, Emile Hirsch.
Questo genere di necessità cinematografiche oltre a lasciare perplessi (l'impatto fisico tutto sommato gratuito è considerevole per quanto si faccia questo genere di cose sotto la supervisione di medici) è molto impressionante.
Il soggetto nasce dalla vera storia di Christopher McCandless, un giovane che nonostante le sue radice d'alto borgo, rinnega la vita eccessivamente consumista e borghese che lo attendeva, in cerca di veri valori.
Anche se un po' lungo e forse fin troppo elogiato, certamente è valsa la pena di effettuare la trasposizione cinematografica di questa commovente e riflessiva vicenda. In questo caso la perseveranza non ha prodotto pentimento.