The family man
Scritto da Samuele Pasquino   
mercoledì 04 febbraio 2009

The family man
Titolo originale: The family man
USA: 2000 Regia di: Brett Ratner Genere: Commedia Durata: 130'
Interpreti: Nicolas Cage, Téa Leoni, Don Cheadle, Jeremy Piven, Saul Rubinek.
Sito web: www.family-man.com
Nelle sale dal: 26/12/2001
Voto: 6.5
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

The family manJack Campbell (Nicolas Cage) lascia la sua fidanzata Kate (Tea Leoni) all'aeroporto per andare a Londra e seguire le sue ambizioni. Anni dopo è diventato un ricco uomo d'affari che ha tutto.
Una sera incontra uno strano individuo (Don Cheadle) e la mattina dopo si risveglia accanto a Kate. La sua vita è totalmente diversa: ha una casa fuori città, una moglie che lo ama, due figli, amici normali e un lavoro medio affidatogli dal suocero. A poco a poco si abituerà a quell'esistenza felice, ma non sarà per sempre.  

Tutti almeno una volta nella vita hanno sognato di avere una seconda possibilità o di fare una scelta diversa. Brett Ratner porta sul grande schermo una storia di possibilismo, eventualità e opportunità. Comunque la si voglia chiamare, la verità è che si tratta di un'"occhiatina", una finestra aperta su ciò che la vita di Jack Campbell avrebbe potuto essere.
Il regista adotta varie prospettive secondo le quali la vicenda viene osservata e recepita: il protagonista è un uomo d'affari che si concede tutto e non ha rimpianti, vive nell'alto della sua gloria e vanità tipiche della classe ricca e impegnata, fino a quando una sorta di angelo stravolge la sua visione delle cose e lo proietta in un limbo parallelo nel quale tutto si rivela diverso.
Sicuramente si tratta di una situazione surreale e dichiaratamente inverosimile, tuttavia lo spettatore è esortato in qualche modo a crederci, invitato a riflettere sulle decisioni che si possono prendere una volta sola e che determinano tutta un'esistenza. Jack attraversa i suoi primi momenti della nuova vita fra normalità per lui sconvolgenti, la sua appartenenza alla middle class o classe proletaria, a seconda di come la si intende, lo allontana considerevolmente dai lussi e privilegi ai quali era abituato.
Egli rifiuta quel collocamento da uomo medio in una società che sembra averlo emarginato, ma poi cambia visione delle cose e lo accetta, mosso da un sentimento di profondo amore nei confronti della moglie Kate.
Si può parlare, quindi, di una favola romantica, connotazione che prevale sul carattere fantastico della vicenda, inoltre presenta un epilogo aperto a più interpretazioni, sebbene l'ottimismo riesca ad imperare presagendo un lieto fine.