Schindler's list
Scritto da Samuele Pasquino   
domenica 08 febbraio 2009

Schindler's list
Titolo originale: Schindler's list
USA: 1993  Regia di: Steven Spielberg  Genere: Drammatico Durata: 195'
Interpreti: Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Liam Neeson, Jonathan Sagalle, Beatrice Maccola, Caroline Goodall, Embeth Davidtz, Andrzej Seweryn.
Sito web:www.schindlerslist.com
Nelle sale dal: 1993
Voto:10
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

Schindler's list Seconda guerra mondiale. L'industriale tedesco Oskar Schindler (Liam Neeson), in affari con i nazisti, utilizza gli ebrei come forza lavoro a buon mercato nella sua fabbrica. Dapprima egli li sfrutta per puro guadagno, ma gradatamente si accorge della crudeltà e della violenza che caratterizzano la persecuzione nazista e cerca, così, di salvare quante più persone possibili.
Con l'aiuto del fidato contabile ebreo Stern (Ben Kingsley), redige una lista con i nomi di ebrei da salvare. In questo modo mette a rischio la sua stessa vita, insospettendo Amos Goethe (Ralph Fiennes), comandante del campo. Schindler salverà la vita a più di 1.100 persone.  

Un capolavoro commovente e profondo che ha fatto la storia del cinema collezionando ben sette oscar per miglior film, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, colonna sonora, scenografia e montaggio. Talvolta vanno lasciate da parte le considerazioni di carattere stilistico, nel caso gli Academy Awards sopra citati parlano da soli,  per concentrarsi sul contenuto di un tale esempio di sensibilità e dedizione.
Una piaga dell'umanità, lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti durante i tristi anni della seconda guerra mondiale, è raccontata da Steven Spielberg attraverso gli occhi di Oskar Schindler, un uomo che muta radicalmente la sua visione delle cose, un ricco industriale che arriva a comprendere il significato della vita e la sua importanza, la sacralità dell'esistenza in un periodo in cui essa sembra non avere più valore, piegata all'umiliazione e alla violenza. Il film ha anche una valenza documentaristica, non tralascia nessun aspetto, tutto è trattato con estrema attenzione, tutto diviene occasione di riflessione.
Steven Spielberg si fa poeta toccato da un dramma indelebile, che va ricordato, conservato nella memoria di tutti. Il regista utilizza le risorse a sua disposizione per creare qualcosa di unico, un capolavoro che vuole radicarsi nell'animo umano, cercando di migliorarlo. I suoi propositi in verità vengono soddisfatti attraverso un'interpretazione profonda e sentita, una fotografia che sceglie il bianco e nero esaltando la drammaticità e le scene più cruente, insieme ad una musica davvero commovente.

Come dicevo prima, c'è tanta poesia nel film, tante sono le metafore del dolore, ma anche della speranza e della salvezza, a partire dalla candela accesa, una luce che brilla nell'oscurità. La regia si sofferma su molti dettagli, come i beni degli ebrei ammassati dopo il rastrellamento, gli oggetti più preziosi nascosti nella mollica di pane e poi ingoiati, gli effetti personali di Schindler che si grogiola nel lusso di abiti costosi e ambienti sfarzosi. Infine gli sguardi sofferenti dei deportati e il distacco delle madri dai figli rappresentano qualcosa che strazia oltre l'immaginabile.
Mi rivolgo a tutti coloro che guarderanno il film, osservate la bambina con il cappotto rosso, rappresenta l'innocenza schiacciata dall'odio dell'uomo, che non risparmia nessuno e si accanisce come per trovare una propria soddisfazione inesistente.
Il sadismo e la paranoia di Amos, interpretato da un bravissimo Ralph Fiennes, costituiscono quanto di più crudele si possa concepire.

Il finale del film lascia il posto ad una libertà duramente conquistata, a prezzo di milioni di vite umane. Trova piena realizzazione il verso del Talmud, chi salva una vita salva il mondo intero.