Scrivimi una canzone
Scritto da Vittorio Castagna   
sabato 24 febbraio 2007

Scrivimi una canzone
USA: 2006. Regia di: Marc Lawrence Genere: Commedia Durata: 104'
Interpreti: Hugh Grant, Drew Barrymore, Brad Garrett, Kristen Johnston, Haley Bennett, Aasif Mandvi, Campbell Scot
Recensione di: Vittorio Castagna

scrivimiunacanzone.jpgScrivimi una canzone si presenta come una commedia romantica che riflette lo stereotipo dell’incontro casuale tra gli opposti. Il filo conduttore dell’intera storia è, come già sottolinea il titolo italiano (diversamente dal generico Love and Lyrics), la realizzazione di una canzone. I due protagonisti Alex Fletcher (Hugh Grant) e Sophie Fisher (Drew Barrymore) hanno finalità diverse legate a un obiettivo comune: Alex intravede nella canzone la possibilità per ritornare in auge dopo la fulminea esperienza degli anni ’80; Sophie, estranea al mondo della musica e lontana da aspirazioni di successo, sembra quasi sia guidata da una naturalezza coltivata da anni e annidata per mancanza di occasioni. Le loro aspirazioni in effetti saranno assecondate, ma scopriranno un fine comune che è prevedibile fin dall’inizio. La metafora ad effetto la pronuncia Sophie: “la melodia è come il sesso”, forse alla fine risulta un po’ fuorviante rispetto alla tenerezza e alla semplicità della pellicola, ma è chiara. La passione che metteranno nel comporre, sarà la stessa passione che porterà i due protagonisti a riscrivere il loro presente cancellando il passato. Non a caso più si snoda il film più la canzone passa in second’ordine.
Scrivimi una canzone apre il sipario con un videoclip degli anni ’80, lo si può cogliere non tanto da indicazioni esplicite, ma osservando le folte chiome, i completi bianchi e soprattutto la scenografia . Se non ci fosse la titolazione che indica che il gruppo si chiama “Pop!” li si potrebbe facilmente confondere con gli intramontabili “Wham” con Hugh Grant che recita la parte di Andrew Ridgely. Dopo questo brillante videoclip Alex Fletcher lo rivediamo subito circa 20 anni dopo, alle prese con la sfortunata parabola discendente di chi è stato messo da parte dal mondo discografico ed è alle prese con un pubblico meno giovane e numeroso. Diametralmente opposto è l’effetto che fa uno sfortunato Grant, simpatico e accattivante anche nella parte di una meteora musicale. La svolta avviene quando la pop-star del momento Cora Corman (Haley Bennett), che balla come Shakira e canta come Britney Spears, chiede ad Alex di scrivere una canzone da cantare per un programma televisivo dove si riesumano vecchie glorie. Sembra quasi che la fortuna abbia baciato Alex, se non fosse per il fatto che lui una canzone non la scrive da anni, abituato ormai al suo cliché da festa di vecchi compagni di scuola. Disperato per la chiara meta che ha di fronte ma gli scarsi mezzi ed incollato ad un pianoforte, irrompe nella scena una figura originale, Sophie Fisher (Drew Barrymore), fotografata subito come una distratta e stravagante annaffiatrice di piante. Sarà Sophie ad illuminare di speranza l’appartamento di Manhattan con una voce dolce e profonda, improvvisando una melodia spontanea ma elettrizzante. Il passaggio dalla relazione professionale a quella sentimentale si compie con i soliti passaggi: avvicinamento-distacco, allontanamento-innamoramento.
Di certo la storia non brilla per la sua originalità, uscito in America il giorno di san Valentino, mosso da evidenti motivi di mercato. Il New York Times lo ha definito noioso e alla ricerca di facili emozioni, mentre credo che il Chicago Tribune abbia attribuito un giudizio più equilibrato dicendo che, seppur il regista Marc Lawrence non sia minimamente riuscito ad emulare Two weeks notice, è riuscito a non sovraccaricare la trama, realizzando un opera che soddisfa le minime attese dello spettatore.