We were soldiers
Scritto da Samuele Pasquino   
sabato 21 febbraio 2009

We were soldiers
Titolo originale: We were soldiers
USA: 2002. Regia di: Randall Wallace  Genere: Bellico Durata: 138'
Interpreti: Mel Gibson, Madeleine Stowe, Greg Kinnear, Chris Klein, Sam Elliott, Keri Russell, Barry Pepper, Don Duong, Ryan Hurst, Taylor Momsen.
Sito web:
Nelle sale dal: 23/08/2002
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

we were soldiersAl colonnello Moore (Mel Gibson) viene affidato il compito di aprire le ostilità con il Vietnam. Guiderà l'attacco intorno ad una collina, ma la cruenta battaglia che avrà luogo costerà la vita a molti soldati.  

La retorica patriottistica americana si fa tanto sentire in questo ennesimo film di guerra e massacri. A dirigerlo è Randall Wallace, produttore e sceneggiatore del capolavoro epico "Braveheart".
La critica internazionale parla di luoghi comuni e scene scontate, in verità la guerra del Vietnam ha avuto così tanto risalto presso l'opinione pubblica che ogni film su di essa appare come un punto di vista già percorso. L'esempio de "Salvate il soldato Ryan" ha fatto ombra a molti film successivi del genere, ma "We were soldiers" merita di essere visto e apprezzato.
Mel Gibson interpreta Moore, uomo dai saldi principi che diviene eroe in un conflitto inutile, prodotto di una politica guerrafondaia che ha dovuto rendere conto di molti sacrifici. La regia è impostata secondo una logica che privilegia il ritmo incalzante idoneo al tema trattato, in più assistiamo a numerose scene in cui si fa ricorso a movimenti di macchina quasi allucinati, spesso in modalità camera a mano, pretesto di ulteriore tensione ed immedesimazione già adottato da un maestro del cinema quale Stanley Kubrick nel suo "Full Metal Jacket".
Wallace offre due punti di vista differenti, apre per così dire due fronti paralleli rappresentati dalle truppe impegnate in guerra e dalle mogli comprensibilmente preoccupate dei soldati che cercano ogni giorno di sapere notizie dalle loro case alla base militare. Questo aspetto di snervante attesa ed ansia latente provata dalle donne e dalle loro famiglie contribuiscono ad enfatizzare la drammaticità della tragedia bellica, introducendo un'umanità che sopravvive al funesto rumore di proiettili ed alle grida dei soldati feriti.
L'inquietudine nascosta nell'apparente tranquillità della base lontana dalla zona calda si contrappone alla vera e propria paura dei militari impegnati nell'attacco alla collina. Moore si fa diretto testimone di un massacro insensato e somatizza non solo la sua angoscia ma anche quella degli uomini sotto il suo comando, ne diviene quasi un padre che tenta di infondere loro coraggio.
Nei momenti più concitati e tristemente cruenti le scene accantonano la caoticità del suono bellico e danno spazio ad una musica altisonante la cui voce canta la guerra, mentre le immagini da essa accompagnate non lasciano dubbi riguardo al destino di molti ragazzi. La colonna sonora che accompagna il film è particolare, echeggiante e sempre dai toni estremamente drammatici e angoscianti.

Memorabile l'ultima scena, in cui compaiono i nomi scritti sulla pietra dei caduti in battaglia, omaggio ad eroi coraggiosi che hanno combattuto per la causa ambigua di una nazione inebriata dal potere e dalla conquista.