Juno
Scritto da Samuele Pasquino   
sabato 21 febbraio 2009

Juno
Titolo originale: Juno
USA: 2007 Regia di: Jason Reitman Genere: Commedia Durata: 92'
Interpreti: Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Olivia Thirlby, Allison Janney, Rainn Wilson, J.K. Simmons, Candice Accola, Cameron Bright, Daniel Clark
Sito web: www.foxsearchlight.com/juno
Nelle sale dal: 04/04/2008
Voto: 7
Recensione di: Samuele Pasquino

JunoLa ragazza adolescente Juno (Ellen Page) ha un rapporto sessuale con un amico e rimane incinta. Medita l'aborto ma poi, d'accordo con i suoi genitori, decide di portare a termine la gravidanza e affidare il bambino ad una giovane coppia borghese, Vanessa (Jennifer Gardner) e Mark (Jason Bateman). Tuttavia qualcosa non andrà come previsto.  

Questo film rappresenta l'atipicità cinematografica nella maggior parte dei suoi aspetti, a cominciare dalla sua collocazione nel genere della commedia.
La sceneggiatura reca in sè un curioso aneddoto in quanto scritta da una blogger scoperta per caso su Internet dal produttore: l'inusuale stesura e la ricchezza di idee han fatto in modo che il lavoro della scrittrice Diablo Cody potesse tradursi in un'opera cinematografica molto apprezzabile.
Il tema affrontato è socialmente molto forte e attuale, le gravidanze presso le giovani teenagers, non solo quelle statunitensi ma in generale, allargando il discorso a più culture e consuetudini. Tendenzialmente delicato da introdurre, l'argomento in questione viene discusso in "Juno" con una certa naturalità e spiazzante ingenuità da parte della protagonista, un'adolescente sveglia e brillante, solo apparentemente smarrita. L'incipit del film è costituito da lunghi titoli iniziali con scene disegnate che vedono Juno passeggiare pensierosa in giro per il quartiere bevendo un barilotto di succo d'arancia. L'impronta fumettistica introduce un personaggio che ancora non comprende appieno l'importanza di ciò che ha scoperto, rimanendo radicata in un mondo giocoso e divertente, soltanto idealizzato e confuso con una realtà ben diversa. Juno percepisce il suo problema come una lieve stonatura cui porre rimedio con una soluzione rapida e indolore. La scelta di non abortire e di affidare il bambino ad una coppia giovane, ricca e felice rivela un barlume di maturità, ma la ragazza è comunque troppo ingenua e spensierata per rendersi conto del suo status.
La sceneggiatura prevede inoltre dei genitori che reagiscono in maniera quasi ironica alla rivelazione della figlia, senza farne una tragedia come normalmente ci si aspetta da una situazione simile: vige quindi una sorta di ottimismo che mitiga la connotazione drammatica della vicenda. I toni, tuttavia, sono quelli del surreale e del comico, un ottimo approccio nei confronti di un disagio spesso traumatico e profondo. Juno si dimostra molto legata allo spazio nel quale si muove, solo che ora i corridoi della scuola, le strade del quartiere e perfino casa sua sembrano non essere più gli stessi.
Il suo rapporto con i coetanei è tutto sommato ben instaurato, condotto da una freschezza tipica dell'adolescente e con uno slang alternativo che indica un linguaggio tendente qualche volta alla sfumatura volgare, talvolta al generazionale stile modaiolo.
L'atteggiamento di Juno, comunque, a prescindere dal suo vivace codice espressivo, rivela un'insicurezza palese e comprensibile, accentuata dal comportamento manifestato dal proprio ragazzo, un giovane fuori dagli schemi, buono, disponibile ma molto ingenuo, che non si fa carico dei problemi di Juno, non l'aiuta perchè fondamentalmente ignaro dell'importanza di tale evento.
La giovane adolescente ricerca la maturità che deve ancora acquisire nella coppia cui affiderà il bambino, Vanessa e Mark, coniugi apparentemente felici che celano amarezze e rimpianti, in contrasto con l'esteriorità del loro rapporto.
Reitman si propone con inquadrature fisse o dai leggeri movimenti di macchina, inscrivendo entro la sua cornice filmica un personaggio spesso solo, Juno, e concedendole poi l'opportunità di inserirsi nella pluralità dei non protagonisti, peraltro determinanti in ogni scena.

L'oscar premia soltanto la sceneggiatura, ma "Juno" va considerata comunque una commedia amara e brillante dal rilevante spessore contenutistico, che anche grazie alla straordinaria interpretazione di Ellen Page fa riflettere e pensare ad un bambino non come ad un imprevisto ma come un dolce evento, poichè sebbene a volte inaspettato, esso costituisce un autentico miracolo dell'esistenza.