The Reader
Scritto da Samuele Pasquino   
lunedì 23 febbraio 2009

The Reader
Titolo originale: The Reader
USA, Germania: 2008 Regia di: Stephen Daldry Genere: Drammatico Durata: 123'
Interpreti: Ralph Fiennes, Kate Winslet, Bruno Ganz, Ludwig Blochberger, Jeanette Hain, Volker Bruch, Linda Bassett, Claudia Michelsen
Sito web: www.thereader-movie.com
Nelle sale dal: 20/02/2009
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

The readerNeustadt, secondo dopoguerra. Il sedicenne Michael (David Kross) viene soccorso in strada da Hanna Schmitz (Kate Winslet), una donna avvenente e misteriosa. Tempo dopo il ragazzo si presenta da lei per ringraziarla: ha inizio una torbida relazione nella quale amore e letteratura si confondono. Infatti Michael legge per volere di Hanna dei libri classici ad ogni loro incontro. Un giorno la donna parte senza preavviso e Michael ritorna alla sua vita intraprendendo gli studi in legge. Anni dopo, mentre assiste ad un processo scopre che una delle imputate è proprio Hanna, accusata di essere stata una sorvegliante delle SS ad Auschwitz ed aver causato la morte di centinaia di persone.  

Il peso del ricordo si pone come incipit doveroso della storia, tratta dall'omonimo romanzo di Schlink Bernhard, dal quale il regista Stephen Dandry ha attinto l'essenza a fondamento di un tema forte. In un periodo di florida produzione cinematografica d'alto livello, Dandry contribuisce alla longeva riflessione riguardo al dramma dell'Olocausto con un profondo trattato sull'amore, la letteratura e l'angosciante potere del rimorso, mettendo in scena un racconto prettamente esistenziale dall'intensa impronta emotiva.
L'adolescenza viva ed ingenua incontra la maturità afflitta attraverso il rapporto sentimentale e lievemente tormentato tra Michael e Hanna, mettendo a confronto due generazioni vicine ma socialmente conflittuali: Hanna ha un passato misterioso pregno di storia e fatti tragici mentre Michael, chiamato da lei sempre "ragazzo" in modo affettuoso ma distaccato, è al principio di un percorso per capire il suo ruolo all'interno di una società appena uscita da una guerra lunga e straziante. La solitudine della donna attrae il giovane con seducente magnetismo, allo stesso modo Hanna è affascinata dal suadente approccio di Michael alla cultura letteraria, della quale ella vuol essere resa partecipe. La Schmidz vive in un appartamento alquanto fatiscente, in una condizione simile a quella di un'ignara emarginata che indugia in un limbo sospeso.
Il personaggio di Hanna è sofferto, intensamente magonato, reso di tale tragica bellezza da una Kate Winslet in splendida forma, candidata per l'occasione all'Oscar in virtù di un'interpretazione magistrale, satura di espressivo coinvolgimento e gestualità straordinaria. Daldry illustra le varie fasi del rapporto attraverso la modalità scenica del ricordo, che reca in sè il gravoso carico di rimpianti e malinconiche ossessioni tipici di una storia finita senza alcun motivo.
Michael adulto è un uomo realizzato ma triste, segnato dal pensiero per quella donna tanto amata e circondato a sua volta da quella solitudine che lo aveva portato a casa di Hanna. Il tempo è una condizione essenziale affinchè si possa comprendere il significato del sentimento fra i due protagonisti, scorre inesorabile e in un gioco forse troppo perfido arriva a svelare segreti subdoli e a nasconderne altri ben più pregnanti di potenziali conseguenze. Ebbene, quando il velo del mistero si solleva, Michael non riuscirà ancora a trarre adeguate conclusioni, rimanendo in uno stato confusionale destabilizzante in grado di condizionarne l'intera esistenza.
Al processo egli reagisce con silenziosa rabbia e lancinante delusione, la sentenza risultante insinua in lui un dubbio che si dissolve, però, proprio grazie al ricordo delle letture eseguite per lei. Le cassette inviate ad Hanna corrispondono alla volontà di perdonarla e allo stesso tempo svelano un secondo intenso rapporto contraddistinto dalla tendenza a proseguire la storia d'amore, questa volta a livello platonico. La distanza fra i due si accentua e diviene incolmabile, sebbene il loro vissuto rimanga indelebilmente segnato.

Il film di Daldry si merita un elogio particolare in quanto evidente esempio di ottimo cinema dalla spiccata proposizione commemorativa, nel quale l'amarezza rimane una greve costante fino al significativo finale.