L'amore secondo Dan
Scritto da Mirko Di Nella   
venerdì 06 marzo 2009

L'amore secondo Dan
Titolo originale: Dan in real life
USA: 2007 Regia di: Peter Hedges Genere: Commedia Durata: 104'
Interpreti: Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica Hecht, Amy Ryan
Sito web: www.video.movies.go.com/daninreallife
Nelle sale dal: 28/03/2008
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Mirko Di Nella

lamore_secondo_dean_leggero.jpegDan Burns è un giornalista vedovo, padre apprensivo di tre figlie con le quali ha un rapporto conflittuale, e vive il suo dolore con discreta e monotona rassegnazione.
Durante il consueto week-end della numerosa famiglia nella tenuta dei genitori nel Rhode Island,  conosce l’affascinante e colta Anne Marie di cui s’innamora subito, salvo poi scoprire poco dopo essere la nuova fiamma di suo fratello, anch’essa invitata all’annuale rimpatriata familiare.
Peter Hodges talentuoso scrittore e drammaturgo, sceneggiatore di About a boy,dopo il poco fortunato esordio con Schegge di April, torna dietro la macchina da presa per dirigere una commedia garbata ed ironica, e lo fa lasciando che la musica (curata interamente dal cantautore norvegese Sondre Lerche) e gli spazi, riescano ad essere focali nella narrazione, forte di una sceneggiatura solida e ben scritta senza cadute di ritmo e basata su un accurato procedimento di gag per accumulo.

Il tutto intinto nello stereotipo classico della commedia americana del fine settimana in famiglia nella grande casa immersa nel verde, nel quale vengono stravolte le consuetudini consolidate familiari da un imprevisto soggetto estraneo, in questo caso la bravissima e sempreverde Juliette Binoche, che fa perdere la testa all’apatico e bigotto Dan, interpretato da un convincente Steve Carrell, comico atipico, quasi drammatico, che fa della mimica corporea e dell’espressione immobile del viso il suo punto di forza.
Pur non brillando per originalità, questa commedia perbene ha il merito di traghettare lo spettatore nella vicenda senza troppi patemi verso lo scontato happy-end, riuscendo lungo il tragitto a far sorridere e riflettere con leggerezza, senza cadere nell’eccessivo sentimentalismo qui ridotto ai minimi termini, impresa questa  ardua e ambiziosa, per le commedie agrodolci, e di questo dobbiamo dargliene merito. Garbato!