Gangs of New York
Scritto da Samuele Pasquino   
venerdì 06 marzo 2009

Gangs of New York
Titolo originale: Gangs of New York
USA: 2002. Regia di: Martin Scorsese Genere: Drammatico Durata: 156'
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, Daniel Day-Lewis, Liam Neeson, Henry Thomas, John C. Reilly, Jim Broadbent, David Hemmings
Sito web: www.video.movies.go.com/gangsofnewyork
Nelle sale dal: 24/01/2003
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

Gangs of New YorkStati Uniti d'America, 1846. Nel quartiere dei Five Points si scontrano i Conigli morti e i Nativi, due bande comandate rispettivamente dal prete Vallon (Liam Neeson) e dal macellaio Cutting (Daniel Day Lewis).
I secondi riescono ad avere la meglio e nella violenta battaglia Vallon viene ucciso da Cutting sotto gli occhi del figlio Amsterdam. Dopo 16 anni il giovane (Leonardo DiCaprio) torna per vendicare il padre. L'America è invasa da migliaia di irlandesi immigrati e Amsterdam cerca di riunirli per dare ancora una volta battaglia ai Nativi, fra povertà e trame politiche. 

Scorsese dirige un colossal storico sulla nascita di New York, frutto di lotte e ostilità fra bande. L'episodio iniziale vede scontrarsi due gangs: si tratta del fondamentale principio di tutta la storia, base e struttura dell'intero film. Il regista dimostra la sua abilità fin dalla sceneggiatura, in breve quasi tutti i personaggi vengono introdotti e poi sviluppati nel corso della vicenda.
Il tema della vendetta impera senza essere lasciato intendere, la storia reale contorna le avventure di Amsterdam, interpretato da Leonardo DiCaprio con una bravura che bisogna riconoscergli: l'attore dà forza al suo personaggio con vigore, enfatizza emozioni ed il carattere irruento del giovane, impulsivo, diffidente, scontroso, abile nel muoversi per le strade. New York è una città chiaramente irriconoscibile rispetto ad oggi, è descritta come il regno dei malfattori e degli affaristi allo stesso tempo, immersa in una losca trama politica che coinvolge ogni rango sociale. Abbienti e meno abbienti convivono fra saccheggi, giustizie sommarie e violenze di ogni tipo.
Il Macellaio, cui dà il volto uno straordinario Daniel Day Lewis, nel suo aspetto trasandato e nei suoi modi burberi, si fa garante di una legge particolare, basata sugli interessi, l'onore e il fanatismo. C'è proprio tutto nel film di Scorsese, persino il razzismo viene posto al centro della vicenda senza remore di sorta.

Tuttavia non regge tutti i 170 minuti, la trama comincia a sfaldarsi oltrepassate le due ore e crolla letteralmente nel finale, non superando la prova di un intreccio troppo ardito, inevitabilmente confusionario. Peccato, perchè con un epilogo ben costruito il successo sarebbe stato completo.