Red Eye
Scritto da Samuele Pasquino   
mercoledì 18 marzo 2009

Red eye
Titolo originale: Red eye
USA: 2005. Regia di: Wes Craven Genere: Thriller Durata: 85'
Interpreti: Rachel McAdams, Cillian Murphy, Brian Cox, Tina Anderson, Jason Bartley, Guy Chapman, Noelle Drake
Sito web: www.redeye-themovie.com
Nelle sale dal: 21/10/2005
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Samuele Pasquino

redeye_leggero.jpgLisa (Rachel McAdams), dirigente di un hotel di lusso, conosce in aeroporto Jackson Rippner (Cillian Murphy), un individuo affascinante con il quale fa amicizia.
Entrambi prendono il volo notturno per Miami e siedono l'uno accanto all'altra.
Dopo pochi minuti dal decollo Lisa viene minacciata dall'uomo, che si rivela essere un componente di un gruppo terroristico, e ricattata: la ragazza deve telefonare all'hotel e spostare di camera un importante politico nel mirino dei terroristi, se non lo farà suo padre (Brian Cox)verrà ucciso. Seguono ore di tensione, finchè la ragazza non decide di reagire.

Il re del thriller Wes Craven si affida a due attori di talento, Cillian Murphy, dallo sguardo glaciale e il viso superbo, e Rachel McAdams, graziosa e determinata. Trovati gli interpreti, il cineasta delinea due personaggi in apparenza simili ma in realtà del tutto diversi per atteggiamento e modo di pensare, collocandoli in un contesto chiuso e caustrofobico, tranquillo ed inquietante allo stesso tempo.
La maggior parte delle riprese si svolgono in un aereo in volo, luogo funzionale alla storia perchè isolato, coerente con il grado di tensione che la vicenda deve mantenere. Niente eccessi, niente violenza gratuita, Craven vuole costruire, e ci riesce, un solido apparato di suspense e sottile psicologia originata dal confronto fra due personalità potenzialmente affini ma costrette dagli eventi a scontrarsi.

Tale conflitto caratteriale e morale si esprime in un lucido gioco di campi e controcampi in cui si evincono freddi schemi e sconcertanti rivelazioni. La dolcezza dei tratti di Lisa entrano palesemente in conflitto con lo sguardo glaciale e distaccato del suo compagno di viaggio, costituendo una lotta perfino estetica, parlando ovviamente di estetica cinematografica.
Il telefono mette in comunicazione Lisa e l'hotel, e così due luoghi lontani che si alternano nell'ambiente profilmico ideato dalla regia come spazi collegati da un filo tragico.

Il ricatto diviene un'arma potente nelle mani del terrorista, ma non basta a tenere a bada un animo per sua natura energico e combattivo. La mentalità vincente di Lisa comincia poi a sopraffare letteralmente il fanatismo del ricattatore, che si rivela un semplice esecutore manovrato da più alti ideatori, e proprio per questo vulnerabile.
Le ultime scene risultano le più concitate, seguito di quell'apparente calma che pervade invece l'incipit, e in un colpisci e fuggi frenetico e veemente si giunge al finale, ampiamente prevedibile ma non deludente.
Il film si dimostra valido in quasi tutti i suoi aspetti, e la storia, nonostante qualche lieve ingenuità, sa intrattenere emotivamente lo spettatore.