Smile
Scritto da Piergiorgio Ravasio   
venerdì 31 luglio 2009

Smile
Titolo originale: Smile
Italia: 2009 Regia di: Francesco Gasperoni Genere: Horror Durata: 80'
Interpreti: Harriet MacMasters-Green, Antonio Cupo, Manuela Zanier, Mourad Zaoui, Robert Capelli Jr., Giorgia Massetti, Tara Lisa Haggiag, Rabie Kati
Sito web:
Nelle sale dal: 28/08/2009
Voto: 5
Trailer
Recensione di: Piergiorgio Ravasio
L'aggettivo ideale: Avvilente

smile_leggero.jpgClarissa è una giovane appassionata, a livello dilettantistico, di fotografia.
Assieme alla sua squadra di amici decide di passare una vacanza in Marocco. Un incidente lungo il tragitto le causa il furto della macchina fotografica.
Non volendo rinunciare ad immortalare alcuni tratti del paesaggio che li ospita, appena arriva in città si reca in un sinistro negozio di antichità dove un altrettanto inquietante personaggio(un fotografo di delitti commessi alcuni decenni or sono) le regala (che strano!) l’apparecchio di cui necessita.
Da quel momento in poi agli scatti fotografici del congegno inizieranno a susseguirsi una serie di fatti cruenti che porteranno alla morte dell’allegra combriccola.

Perennemente nel regno del già visto e in piena scopiazzatura del genere horror, l’unica motivazione che ci ha sorpreso e convinto ad assistere alla proiezione è la nazionalità del film: casa nostra.
Ora: se è vero che i gloriosi registi del settore non hanno più trovato degni seguaci, ciò non significa che chiunque si possa improvvisare tale nell’intento di risollevare le sorti di un genere alquanto difficile e pretendere di accedere al mondo della settima arte. Negli anni siamo passati attraverso i vari Chucky (la bambola assassina che compie numerosi ed efferati delitti), agli attrezzi della vita quotidiana che ci si rivoltano contro (la serie di “Final destination”).
Lo stesso dicasi per le esperienze di “tranquilli weekend di paura” finiti male (“Ruins”, “Cabin fever”,”Turistas”, “Hostel”); per non parlare dell’evento cinematografico di qualche anno fa: quel “Mistero della strega di Blair” che, con la macchina da presa in spalla, ha ribaltato lo stomaco degli illusi spettatori in sala. Senza omettere il capolavoro anni ’80 di Sam Raimi “La casa”, al quale anche questa pellicola sembra voler strizzare l’occhio.

Ma torniamo alle nostre vicende che danno solamente l’impressione di mettere a dura prova la benevolenza dello spettatore. Recitazione alquanto scadente; dialoghi che a volte rasentano la comicità; protagonisti universitari che, a guardarli bene in faccia, verrebbe da dire essere fuori corso da alcuni lustri; tensione praticamente assente (a parte un paio di inquadrature che danno qualche brivido inquietante lungo la schiena dello spettatore); effetti speciali all’insegna dell’economia aziendale (magari avremmo gradito vedere qualcosa di più su queste misteriose morti).

Tutto ciò, francamente, è più che sufficiente per decretare la debolezza del lavoro di Francesco Gasperoni.
Con tutto rispetto, la laurea in Scienze Politiche, le trasmissioni su RAI 2, una seconda laurea in Farmacia, la collaborazione presso università alle lezioni di chimica e biochimica, la pubblicazione di un libro di fisica e gli incarichi di Amministratore Delegato per riviste, non è che costituiscano un grande curriculum per cercare lavoro nel mondo del cinema horror.
Anche perché quello che alla fine fa più paura è scoprire il finanziamento statale ricevuto dalla pellicola, realizzata con il sostegno della Direzione Generale per il cinema presso il Ministero per i beni e le attività culturali.
Questa volta, forse, era meglio lasciare la macchina da presa, come quella fotografica della protagonista, riposte nel cassetto.