I love you man
Scritto da Francesca Caruso   
domenica 30 agosto 2009

I love you man
Titolo originale: I love you man
USA: 2009. Regia di: John Hamburg Genere: Commedia Durata: 104'
Interpreti: Paul Rudd, Jason Segel, Jon Favreau, Carla Gallo, Jaime Pressly, Andy Samberg, Lou Ferrigno, Thomas Lennon, Joe Lo Truglio
Sito web: www.iloveyouman.com
Nelle sale dal: 21/08/2009
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Spassoso

iloveyouman_leggero.jpgIl lungometraggio d’esordio alla regia, Safe man (1998), un film indipendente presentato al Sundance Film Festival, ha fatto guadagnare a John Hamburg l’attenzione di pubblico e critica permettendogli così di esprimere il suo potenziale anche come autore.
Ha co-scritto due blockbuster come “Ti presento i miei” e “Zoolander”. Nel 2004 dirige il film di successo “…E alla fine arriva Polly”, oggi ci delizia con I love you man, un divertente “bromance” (termine inglese derivante dall’unione di bro + romance).
Il bromance è oramai a tutti gli effetti un genere cinematografico, vi si racconta una storia d’amicizia tra due maschi etero che non dovrebbe sfociare in attrazione fisica, (sottolineato dalla parola bro che è l’abbreviazione di brother), mantenendo inalterata la struttura classica delle storie d’amore.
L’agente immobiliare Peter Klaven chiede alla fidanzata Zoey di sposarlo. La donna accetta, tutto sembra perfetto, ma a Peter manca il testimone. Le uniche amicizie che possiede sono quelle femminili, non ha mai avuto un migliore amico. Peter si imbarca in una serie di bizzarri appuntamenti maschili nella speranza di trovare l’amico giusto per lui. Un giorno, mentre mostra una casa a dei potenziali acquirenti, conosce Sidney Fife, che scopre subito essere simpatico.
I due si trovano in sintonia, nonostante l’uno sia l’opposto dell’altro. Sidney è stravagante e libero da costrizioni sociali. Paul, sempre inquadrato, grazie all’influenza di Sidney, si lascia andare scoprendo la parte più genuina di sé. La loro amicizia rischia però di incrinare il rapporto con Zoey, l’uomo sarà posto di fronte alla scelta tra i due affetti.
I love you man è un film che parla dell’amicizia tra uomini ed esplora i loro sentimenti con intimità. Il film non è la classica storia d’amore nel senso tradizionale del termine, nonostante abbia la medesima struttura, ma riguarda i sentimenti complicati che possono nascere in un’amicizia al maschile. I due uomini incorrono nelle situazioni tipo di una storia d’amore: iniziano con lo spendere sempre più tempo insieme, tempo in cui i due si divertono, si conoscono, si affezionano e diventano amici inseparabili, prima che i problemi irrompano a determinare il loro allontanamento, fino a giungere all’atto finale in cui ci si chiarisce. Nel caso in questione, le situazioni create non fanno le spese di nessuno dei personaggi, il terzo incomodo viene delineato in modo tale da non essere il cattivo della situazione. Sia Zoey che Sidney cercano di fare il bene di Peter, lasciandogli i suoi spazi e cercando di andargli incontro per quanto possibile, naturalmente.

John Hamburg nello scrivere la sceneggiatura (scritta a quattro mani con Larry Levin) era più interessato a osservare e descrivere le varie tipologie di umanità che possiedono le persone.
Nei suoi film cerca di esplorare quelle persone che hanno delle fobie e di come tentino di superarle giorno dopo giorno, con fare, spesso, dai risvolti comici, ma al tempo stesso credibili, senza mettere in imbarazzo loro stessi più del dovuto, come cercano di fare i personaggi di I love you man.
Il soggetto proviene da una vecchia sceneggiatura di Larry Levin dal titolo “Let’s make friends”, che è saltata agli occhi di Hamburg. Il regista ha pensato subito che fosse un’ottima idea da tenere in considerazione.
Sono passati alcuni anni da allora, ma il film è venuto finalmente alla luce.
La ragione primaria per cui Peter non ha compagni è che risulta essere una persona troppo sincera, dolce, troppo in contatto col suo lato sensibile, senza per questo essere meno virile.
Troppo poco interessato ad adottare i modi di fare del maschio comune, non si cura di parlare di sport o chiacchierare di donne e sesso, per esempio. In alcune situazioni Peter può sembrare patetico, ma si crede al suo essere patetico, perché il modo in cui si sente e si comporta è realistico e raffigura una persona reale nella quale è facile immedesimarsi o, comunque, capirla.

Un altro punto fondamentale del film è quello di essere dalla parte di tutto ciò che è rude, grezzo, ma solo perché riconosce che la libertà di essere uno zotico è un pilastro della nostra società e soprattutto mette in scena come questa libertà debba essere guadagnata, come fa Peter, che in una sequenza si allena a urlare, a tirar fuori se stesso.
Sidney rappresenta colui che si tiene fuori dai ranghi che la società propina, che irrompe nella vita di un personaggio modello stravolgendogli le certezze che sono alla base del suo mondo.
Questo è un film estroso, dove i dialoghi esprimono ilarità e sono genuini e l’alchimia tra i due attori Paul Rudd (Peter) e John Segel (Sidney) contribuisce a creare dei personaggi accattivanti e credibili e ai quali ci si affeziona.

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