Mary Reilly
Scritto da Andrea Matera   
mercoledì 24 febbraio 2010

Mary Reilly
Titolo originale: Mary Reilly
Usa: 1995  Regia di: JStephen Frears Genere: Drammatico  Durata: 108'
Interpreti: Julia Roberts, Glenn Close, John Malkovich, George Cole, Michael Gambon, Ciarán Hinds, Michael Sheen, Henry Goodman
Sito web:
Nelle sale dal: 1996
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Andrea Matera

mary_reilly_leggera.jpgDa poco arrivata nella abitazione dello stimato dottor Henry Jekyll, la giovane Mary Reilly,  domestica, sente che ha finalmente trovato un luogo dove sentirsi sicura e protetta da tutto il male che nella sua giovane vita aveva già patito.
Il dottore Jekyll sembra una persona affabile e molto garbata , e la giovane domestica  ne è  subito conquistata.
Tuttavia , negli ultimi tempi egli  mostra  un comportamento sempre più strano , forse dovuto alla presenza nella sua casa e nella sua vita dell’ enigmatico Mr Hyde…
Il film di Stephen Frears affronta il classica dicotomia tra il bene e il male adattando il romanzo di Valerie Marlin “La governante del dottor Jekyll” a sua volta ispirato a “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson .

L’opera di Frears presenta essenzialmente tre pregi : l’atmosfera notturna e malsana in cui è immersa tutta la vicenda, le scenografie ( strepitoso il laboratorio di Jekyll) e le grandi interpretazioni di John Malkovich e Julia Roberts. La regia si concentra su il personaggio di Mary Reilly , in questo modo lo spettarore scopre la verità assieme a lei guadagnando  in drammaticità e in inquietudine e  lavorando sul non-visto e sul non mostrato.
Hyde è rappresentato come un uomo in preda agli istinti , pronto a commettere ogni male , accentuando la sua malvagità e la somiglianza con il demonio attraverso la  sua andatura zoppicante e capace di soddisfare i desideri nascosti della giovane domestica divisa tra l’amore platonico per Jekyll e l’ attrazione fisica per Hyde.

John Malkovich è meraviglioso per come riesce a rendere due personalità così opposte e Julia Roberts con il viso emanciato, gli occhi spenti , risulta perfetta in un ruolo così lontano dai suoi più classici personaggi.
La fotografia dell’ ottimo Philippe Rousselot con la sua luce fiebile e i colori opachi amplifica il senso di solitudine e di pena che provano i personaggi. Consigliato.