L'uomo nell'ombra
Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 09 aprile 2010

L'uomo nell'ombra
Titolo originale: The Ghost Writer
USA, Germania: 2010. Regia di: Roman Polanski Genere: Thriller Durata: 131'
Interpreti: Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattrall, Olivia Williams, James Belushi, Timothy Hutton, Eli Wallach, Tom Wilkinson, Robert Pugh, Jaymes Butler, Daphne Alexander, Marianne Graffam, Nyasha Hatendi, Angelique Fernandez, Glenn Conroy, Kate Copeland, Jon Bernthal
Sito web: www.it.movies.yahoo.com/speciali/l-uomo-nell-ombra/
Nelle sale dal: 09/04/2010
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Intricato
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L'uomo nell'ombraRoman Polanski torna alla regia con un progetto scritto insieme all’autore del libro omonimo (edito in Italia dalla Mondatori), Robert Harris.
Polanski si approccia nuovamente a un genere a lui molto caro, delineando un thriller politico, cupo e carico di mistero, e di segreti celati dietro cose semplici.

L’ex Primo Ministro britannico Adam Lang sta scrivendo la sua autobiografia e si trova nella condizione di dover assumere un nuovo “ghost writer”, ovvero l’uomo nell’ombra preposto a mettere nero su bianco i suoi ricordi e i suoi aneddoti e farlo in una forma impeccabile. Mike McAra, il suo predecessore, è morto annegato in un incidente due settimane prima. Al ghost writer, del quale non viene mai menzionato il nome proprio, gli viene vietato di portare fuori dalla residenza il manoscritto.
L’abitazione in cui Lang vive è isolata dal mondo esterno e si trova su un’isola della costa orientale degli Stati Uniti. Il ghost writer nota subito delle anomalie riguardanti Lang e coloro che lo circondano. Invitato a rimanere presso la residenza dell’ex Primo Ministro, nella camera in cui è ospitato trova dei documenti nascosti da McAra. Comincia così a collegare alcuni indizi e nota un nome che è presente anche nel libro di Lang: il professor Paul Emmett. Decide di investigare e vederci più chiaro e questo lo porta davanti casa del professore, dopo aver seguito le indicazioni del navigatore satellitare della macchina di McAra, che aveva in memoria l’ultimo percorso fatto. Il ghost writer si troverà aggrovigliato in intrighi politici, che lo porteranno a spingersi oltre.
La scelta del regista di lasciare l’uomo nell’ombra anonimo è stata fatta per sottolineare la figura fantasma che rappresenta, in quanto agli occhi del mondo non esiste, viene pagato per un lavoro che nessuno deve sapere sia fatto da altri. Inoltre l’agire nell’ombra del protagonista si allinea perfettamente a tutti coloro con i quali si troverà in relazione nell’arco del film.
Tutti hanno un’identità, un passato da nascondere, molti agiscono nell’oscurità per mantenere tali dei segreti, che comprometterebbero la loro vita presente. Lo stesso ghost writer non sapendo di chi fidarsi, tiene per sé le scoperte in cui si imbatte e non dichiara i suoi movimenti, agendo anche lui nell’ombra.

Il film è pregno di un’atmosfera cupa, misteriosa e squilibrante. Ci sono elementi che ricordano le peculiarità dei film del maestro Alfred Hitchcock, al quale generazioni di cineasti devono tutto. Qui vi si riscontra come una persona comune, qualunque, si ritrova coinvolta in un mondo fatto di intrighi politici e segreti celati in enigmi da risolvere.
Più la storia va avanti, più diventa intricata e folle. In effetti Robert Harris ha affermato di essere stato influenzato dal maestro del brivido nel creare il tono del film.
Il protagonista diventa senza accorgersene l’unico in grado di svelare il mistero. Il regista utilizza il ghost writer come colui che accompagna lo spettatore in questo percorso complesso e viene a conoscenza dei vari tasselli insieme al protagonista, che inizialmente brancola nel buio.
L’idea del libro e di seguito del film è nata dalla volontà di Harris di parlare di tematiche che lo affascinano da sempre.
L’intento è stato quello di descrivere la figura di un leader mondiale e il suo rapporto con il potere. Interessato alle tematiche relative alla perdita di questo potere, come un leader vive senza e se riesce a raggiungere un equilibrio, cosa si prova a stare in alto e quali sentimenti lo coinvolgano quando si cade rovinosamente, perdendo ogni credibilità ed essere ritenuto responsabile di loschi crimini. Questi sono le tematiche delineate nel film, che sono universali, possono riguardare il leader di qualsiasi nazione.
Un altro tema che viene sottolineato, correlato ai suddetti, è mostrare il modo in cui alcune persone reagiscono sotto pressione, il vivere in una campana di vetro blindata, che tiene il mondo reale lontano da sé.
Dall’altra parte il regista mostra un uomo normale, semplice, che si ritrova a voler scoprire il mistero e tanto più va avanti quanto più la curiosità, l’eccitazione e l’adrenalina lo portano a spingersi laddove mai avrebbe pensato, diventando e sentendosi un eroe che riesce a far luce sull’enigma. Sottolinea come una persona comune possa avere in ogni momento l’opportunità di essere un eroe, partecipando a un evento straordinario.
Una peculiarità della poetica di Polanski è far emergere la realtà dietro l’apparenza, accompagnandola sempre con una sottile ironia. L’uomo ombra possiede una venatura ironica nella figura del ghost writer, che con la sua semi goffaggine e le sue reazioni, stempera la tensione che va salendo.

Il film è stato ambientato in un’isola nel periodo invernale, in un luogo abbandonato da tutti, piovoso.
La scelta dell’ambientazione è stata fatta per sottolineare altri due aspetti importanti, legati tra loro, che pervadono tutta la storia. Questi sono l’isolamento e l’esilio in cui può incorrere un individuo. Adam Lang vive in un ambiente isolato, senza che abbia relazioni con l’esterno, tranne alcuni stretti collaboratori che vivono con lui, anche il ghost writer è invitato a stare nella residenza. Per imbattersi in un’altra abitazione bisogna fare un lungo percorso. Nei dintorni non c’è anima viva, le dimore presenti sull’isola sono sporadiche. Polanski ha voluto delineare anche la condizione di un uomo che sembra essersi ritrovato in esilio.
Il personaggio che detiene la chiave di volta per la rivelazione è il manoscritto, che ricopre un’importanza basilare per lo sviluppo della narrazione, custode del segreto di uno dei personaggi. Fa la sua comparsa già nella locandina del film, è sotto gli occhi di tutti molte volte, è citato spesso ed è l’ultima cosa che vediamo nei titoli di coda.
Polanski gli ha ritagliato una parte su misura.
Ewan McGregor infonde al ghost writer l’aria di una persona comune e affascinante, dotandolo di un senso dell’umorismo che cattura lo spettatore. È riuscito a esprimere quell’alternanza di emozioni, che fanno entrare lo spettatore in empatia con lui.
L’intento del regista è stato quello di creare uno scenario ricco di tensioni, che portassero lo spettatore a palpitare insieme al protagonista, creando una serie di aspettative, per poi dargli il colpo finale.