Gentlemen Broncos
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 07 giugno 2010

Gentlemen Broncos
Titolo originale: Gentlemen Broncos
USA: 2009. Regia di: Jared Hess Genere: Commedia Durata: 90'
Interpreti: Michael Angarano, Jennifer Coolidge, Jemaine Clement, Héctor Jiménez, Halley Feiffer, Josh Pais, Clive Revill, Edgar Oliver, Sam Rockwell, Suzanne May, John Baker, Robin Ballard, Kristie Conway, Rod Decker, Isaac Demke, Johnny Hoops, John Pleshette, Jeanette Puhich, Brian Unger, Mike White, Steve Berg, Beau Dunn, Toiya Leatherwood, Jizelle Jade, Larry Filion
Sito web: www.foxsearchlight.com/gentlemenbroncos
Nelle sale dal: 04/06/2010
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Sottile
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Gentlemen BroncosQuesta commedia demenziale realizzata dal regista Jared Hess è molto sottile, attraverso la presa in giro e l’esagerazione di personaggi che sono volutamente un po’ troppo sopra le righe, tratteggia delle tematiche molto interessanti, puntando l’obiettivo sull’industria editoriale e il rapporto che vi intercorre con il plagio di un’opera, azione compiuta fin dai tempi antichi.

Questa è la storia di Benjamin, un ragazzo di provincia, che vive con la mamma aiutandola nel suo lavoro di stilista, la donna disegna vestaglie. Benjamin è dotato di molta fantasia ed è un appassionato di fantascienza. Fin da piccolo si dedica a scrivere storie originali che parlano di eroi stralunati.
Benjamin si reca a una convention presenziata dal suo scrittore di fantascienza prediletto Ronald Chevalier, che interverrà nel giudicare i manoscritti che i ragazzi hanno portato per il concorso. Durante la lettura dei vari racconti, l’occhio di Chevalier cade sullo scritto di Benjamin, che ritenuto un ottimo materiale, non viene restituito al mittente. Lo scrittore decide bene di appropriarsene, cambiando solo i nomi. Le sue idee non interessano al suo editore che vuole qualcosa di nuovo.
Nel frattempo Benjamin viene avvicinato da Tabatha e Lonnie, appassionati come lui di questa materia, che gli propongono di trasformare il suo libro in un film. Benjamin inizialmente titubante accetta. Mai scelta fu più errata, i due ragazzi stravolgono la visione del racconto dello scrittore in erba, che si vede manipolata la sua idea ben due volte. Riuscirà a venirne a capo?

Il film è volutamente esplicito, i vari personaggi, che si avvicendano sullo schermo, non hanno peli sulla lingua e buttano fuori le prime cose che gli passano per la testa, parolacce in primis, tutte però con uno scopo o quasi, si percepisce un’onestà di fondo in tutti, mancando del tutto di filtri.
Il regista, attraverso la risata che fa scaturire nello spettatore, sottolinea più di una tematica.
Il rapporto filiale è uno di questi. Benjamin nonostante abbia una mamma un po’ eccentrica, apparentemente superficiale e con la testa tra le nuvole, è legato a lei come a nessun altro. Si vede come nel corso degli anni abbia fatto del suo meglio per non far sentire la mancanza del padre al figlio, prendendosi cura di lui in tutto e per tutto, pensando al suo futuro, sostenendolo e credendo nella sua passione, nella sua scrittura.
Benjamin, dal canto suo, ha aiutato la mamma nel mandare avanti la sua attività, facendogli magari anche da modello all’occasione, tenendo molto in considerazione i sacrifici che ha fatto per lui. Hess delinea una madre e suo figlio, che fanno della loro unione il loro punto di forza, mostrando che non bisogna essere “normali” o incasellati in dei clichè per essere giusti.
L’altro aspetto, sempre attuale, è il plagio di un’opera, qui di un manoscritto, e di come possa essere facile approfittarsi di un giovane ingenuo, fiducioso e pieno di speranza.
È facile che capiti che uno scrittore affermato, privo di ispirazione e prossimo all’oblio, rubi un’idea eccellente spacciandola per propria e quando non si hanno prove è difficile dimostrare il contrario. Inoltre capita fin troppo spesso che ai giovani non si diano opportunità per mostrare e mettere a frutto il proprio talento, avendo anche l’occasione di emergere come lavoratori e come uomini.

Gentleman Broncos non è solo questo, è parodiare i comportamenti umani tanto quanto i film di fantascienza.
È mostrare l’artificiosità degli effetti speciali rudimentali del passato e mettere alla berlina la seriosità di alcune situazioni, una fra tutte la sequenza in cui, durante la visione del suo film, Benjamin esce dalla sala disgustato, mentre Tabatha lo segue per baciarlo, una classica situazione romantica di cui Hess si fa beffe.
Michael Angarano è stato bravo nell’incarnare il mite e ingenuo Benjamin, prima un ragazzo insicuro, che acquisisce forza e padronanza di sé con le esperienze di vita in cui si vede coinvolto.
Gentleman Broncos è una commedia diversa dalle solite per contenuti e impostazione, originale e ben confezionata, la sua “follia” potrebbe non piacere a tutti, maneggiare con cura, ma………..maneggiarla.