Shining
Scritto da Daria Castelfranchi   
martedì 21 settembre 2010

Shining
Titolo originale: The Shining
USA: 1980  Regia di: Stanley Kubrick Genere: Thriller Durata: 140'
Interpreti: Scatman Crothers, Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Barry Nelson, Philip Stone, Joe Turkel, Anne Jackson, Tony Burton, Lia Beldam, Billie Gibson, Barry Dennen, Lisa Burns, Louise Burns
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:

Nelle sale dal: 1980
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Inquietante
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shining_leggera.jpgUn capolavoro dell’horror, una pellicola indelebile che ha segnato la vita di molti.
Le gemelle squartate, “redrum”, la fuga nella neve. Tante sono le sequenze indimenticabili che hanno fatto del film di Kubrick un cult. Un film che, a parte la cascata di sangue dall’ascensore, non ha bisogno di scene cruente perché è angosciante senza dover ricorrere a futili espedienti.

Forse non tutti sanno che Kubrick ne realizzò una doppia versione: europea e americana.
Quella europea è quella che tutti abbiamo visto. La versione americana, al contrario, è più lunga di circa 30’ e mostra alcune scene, successivamente tagliate, che risultano eccessivamente didascaliche.
Si narra che Kubrick, pensando che lo spettatore americano fosse meno preparato di quello europeo, realizzò una versione più chiarificatrice, spiegando alcuni passaggi che altrimenti sarebbero rimasti oscuri.

Per l’Europa invece, culla della cultura e della cinematografia di avanguardia, non sarebbe stato necessario perché lo spettatore, colto e maggiormente preparato, avrebbe colto lo stesso l’enigma del film.
Tra le scene tagliate, ad esempio, è degna di essere menzionata quella in cui Wendy racconta di quando Jack, ubriaco e adirato con Danny che gli aveva messo in disordine delle carte, lo strattonò e gli ruppe un braccio.
Ecco spiegata l’aggressione verbale nei confronti del marito, quando Danny torna ferito dopo essere stato nella stanza 237, con le gemelle. Oltre a questo episodio, sembra che allo spettatore americano siano stati forniti più dati su Jack e sulla sua vita, e che dunque egli sia maggiormente pronto ad un’esplosione da parte del protagonista, di cui noi sappiamo solo che è uno scrittore. Nella versione americana sono presenti anche alcuni accenni alla storia dell’hotel: le decorazioni sono riprese dagli indiani Navajo e Apache, rimandando così all’idea che l’albergo fosse costruito su un cimitero indiano e che fosse popolato dai fantasmi in seguito ad una profanazione.
Inoltre, si parla del passato glorioso dell’Overlook Hotelche tappa fissa del jet set, ricongiungendosi al romanzo di Stephen King, da cui il film è tratto.

Fin da subito si coglie un’atmosfera pregna di dubbi e ambiguità e fin dalla prima sequenza dell’auto che viaggia lungo una strada di montagna, si avverte il senso di minaccia nelle montagne che sovrastano l’auto e nell’Overlook Hotel che si staglia, imponente, di fronte alla famiglia Torrance.
La storia è semplice: Jack Torrance, magistralmente interpretato da Jack Nicholson, insieme alla moglie Wendy e al figlio Danny, si trasferisce all’Overlook Hotel in qualità di custode dell’albergo per il periodo invernale.
Danny, un bambino particolare, dotato di telepatia, parla con il suo alter-ego Tony ed entra in contatto con alcune presenze dell’albergo e Jack a poco a poco impazzisce. Madre e figlio, da soli, devono affrontare i fantasmi dell’albergo e la follia omicida del padre.

Continuamente citata, come ad esempio in Alla ricerca di Nemo, è la scena in cui Jack sfonda la porta della stanza a colpi di accetta e recita: “Wendy? Sono a casa amore”. Così, anche l’inquietante frase delle gemelle: “Danny, vieni a giocare con noi”.
Un capolavoro, dicevamo. Un film in cui si notano la precisione maniacale di Kubrick e le sue inquadrature perfettamente simmetriche. Il romanzo da cui è tratto è decisamente modesto, sebbene si tratti di Stephen King: Kubrick è riuscito a creare una storia di fantasmi senza banalizzarla.
Una storia di puro terrore.