9
Scritto da Daria Castelfranchi   
martedì 21 settembre 2010

9
Titolo originale: 9
USA: 2009. Regia di: Shane Acker Genere: Animazione Durata: 90'
Interpreti: (Voci) Christopher Plummer, Crispin Glover, Elijah Wood, Jennifer Connelly, John C. Reilly, Martin Landau
Sito web ufficiale: www.focusfeatures.com/film/9/splash
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Premonitore
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9E’ un vero peccato che il film di animazione realizzato da Shane Acker e prodotto da Tim Burton esca solo in dvd e blue ray. Tratto da un corto che nel 2004 fu candidato all’Oscar come Miglior Cortometraggio, 9 è un piccolo capolavoro che mescola fantascienza e ambientalismo, regalando scene inquietanti e colossali al tempo stesso.

“Il nostro mondo sta finendo ma la vita deve andare avanti”: così comincia il film, con un vecchio inventore che riesce a donare la vita ad un pupazzetto fatto con tela di sacco su cui è impresso il numero 9 - come sulle maglie da calcio - una cerniera e due vispi occhietti di latta che ricordano quelli di Wall-E.
9, il protagonista, si risveglia nello studio dello scienziato e da lì inizia il suo viaggio in un mondo devastato, deserto, di cui rimangono solo macerie. Si potrebbe pensare a Varsavia dopo i bombardamenti dei Nazisti e infatti, i capi che obbligano lo scienziato a creare delle supermacchine, li richiamano direttamente. La piccola creatura si aggira fra i detriti e trova 2, un vecchietto arzillo, con le sue stesse fattezze ed uno strano cappello dotato di luce che fa di lui lo stereotipo dell’inventore svampito. 9 scopre così di essere l’ultimo ad essere stato creato e che come lui ci sono altre otto creature.

Il capo è 1, autoritario, con tanto di mantello, che si nasconde in una chiesa semi distrutta e che non vuole uscirne perché finora “la bestia” non li ha ancora trovati. Un personaggio dominato dalla paura. Con lui ci sono 8, un energumeno forte ma tonto, 5, un giovane timoroso senza un occhio e 6, incatenato, con tanto di tutina a strisce, perché continua a disegnare un oggetto misterioso e molto probabilmente “scomodo”. C’è anche una femmina, 7, combattiva e caparbia.
Pian piano tutti si ritrovano e si fa luce su quanto accaduto: anni e anni prima sono state inventate delle macchine che hanno preso il sopravvento sull’uomo e si sono rivoltate, distruggendo la civiltà per intero.
Unici superstiti di questa catastrofe, i 9 piccoli pupazzi devono vedersela con mostri meccanici di varie fattezze: una sorta di Tirannosaurus rex di ferro, uno pterodattilo, un serpente, una moltitudine di ragni. Tutti dotati di laser e di mitragliette incorporate. Il dominio della macchina è assoluto, niente sopravvive.
9, senza volerlo, risveglia una gigantesca macchina dal suo sonno.
L’enorme marchingegno si rimette in moto, si rianima e con essa la fabbrica in cui vivono tutte le macchine. Le ciminiere ricominciano a sputare fuoco, le pompe per estrarre il petrolio fanno su e giù. Un’atmosfera malsana e inquietante ci assale e ci fa pensare alle fabbriche che appestano il nostro pianeta con i loro fumi tossici.

Alcuni dei macchinari assassini ricordano molto i tripodi di La guerra dei mondi e il T-rex di ferraglia emette lo stesso ruggito del T-rex di Spielberg.
La meccanica che si rivolta contro l’uomo ha qualche precedente cinematografico tra cui Brivido e, più alla lontana, Blade Runner e 2001:Odissea nello spazio.
Interessante è la chiave di lettura del film secondo cui ogni gruppo deve avere un capo e questo capo deve avere funzione e qualità di leader. La forza della comunità ma anche la forza del singolo, che da solo può cambiare le cose.
Se ognuno di noi si impegnasse a salvaguardare il pianeta, la situazione climatica, con tutti i suoi annessi e connessi, non sarebbe così critica.

9 è un film d’animazione angosciante, quasi premonitore di un futuro non troppo lontano in cui un gas, molto probabilmente il gas serra, ucciderà tutto e tutti. Un tentativo di spronare a fare qualcosa per evitare catastrofi.
E’ un peccato, lo ripetiamo, che non esca al cinema, perché sarebbe stato un ottimo spunto di riflessione.