Survival of the Dead
Scritto da Dario Carta   
venerdì 08 ottobre 2010

Survival of the Dead
Titolo originale: Survival of the Dead
USA, Canada: 2009. Regia di: George A. Romero Genere: Horror Durata: 90'
Interpreti: Kathleen Munroe, Kenneth Welsh, Athena Karkanis, Alan Van Sprang, Devon Bostick, Joris Jarsky, Stefano Colacitti, Matt Birman, Craig Dawson, Wayne Curnew, Eric Woolfe, Salar Madadi, Mitch Risman, Richard Fitzpatrick, Stefano DiMatteo, Julian Richings, Wayne Robson, Joshua Peace, Hardee T. Lineham, Shawn Roberts, Scott Wentworth
Sito web ufficiale: www.magnetreleasing.com/survivalofthedead
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Trapassato
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Survival of the DeadRoger Corman è il mago dietro le quinte di un cinema che nel ventennio ’50 / ’60 prese a bordo il pubblico dell’horror picture inglese,traghettandolo come Caronte oltre le paludi dello spettacolo stagnante della Hollywood prebellica e dando aria di novità alle emozioni che afferravano l’audience delle sale alle radici della paura.

Nel ’68 George A. Romero,con un’intuizione che ha forgiato quello che oggi legge il gore come il nuovo conio del vecchio Grand Guignol,inaugura con “La notte dei morti viventi” il franchise più ossequiato nel cinema dei morti. Impregnato di satira e ironia sociale,il cinema di Romero era troppo furbo per fermarsi allo stop del raccapriccio visivo. I non morti,rianimati ad una goffa vita in movenze grottesche,facevano da contorno ad una realtà sociale ben più pregnante ed autorevole del gruppo di bizzarri cadaveri che gremiva una collettività afflitta da mali ben più gravi.

“La notte dei morti viventi” ed il suo seguito, “Zombi”(1978),commentavano elegantemente (con maggiore attenzione il primo,rispetto al secondo),l’horror di una società malata di razzismo e consumismo (cfr. le scene nei centri commerciali) con il ricorso a sottotesti profondamente critici e di evidente lettura. I titoli successivi,”La terra dei morti viventi”,2005 e “Le cronache dei morti viventi”,2007 hanno tradotto in termini minori i malesseri della collettività e le paranoie derivanti dalla tecnologia ossessiva,dando continuità al fil rouge tematico che faceva del cinema del regista l’allegoria centrale del suo pensiero.

“Survival of the Dead” è il sesto episodio della saga dei non morti ed è indice di una evidente perdita di smalto del regista.
Povero di idee e dialoghi sensati,il lavoro di Romero non si identifica con i suoi predecessori,dai quali si discosta sensibilmente per mancanza di originalità e spessore.
Su un’isola al largo del Delaware due famiglie di origini irlandesi,gli O’ Flynns e i Muldoons si scontrano l’un l’altra sulle modalità di affrontare l’invasione degli zombi.
Alla tolleranza zero del patriarca O’Flynn (Kenneth Welsh) si oppone l’approccio del capo del clan dei Muldoons (Richard Fitzpatrick),più incline ad accettarli in società,magari incatenati e sollecitati a mangiare qualcosa di diverso dalla carne umana.
Quando O’Flynn viene esiliato sulla terraferma,decide di vendicarsi dell’affronto e ritorna sull’isola con una squadra al comando di un veterano delle “Cronache” (Alan Van Sprang),dove si imbattono in una realtà di zombi prigionieri e intenti a svolgere attività delle quali conservano una lontana reminiscenza.

Difficile riconoscere la firma di Romero in questo dozzinale prodotto televisivo,privo di qualsiasi pregnanza.
Fatta mancante della struttura ironica dei migliori lavori del regista,la narrazione procede a stento in una serie di farneticazioni malamente cucite fra loro in una trama inconsistente e tediosa,retta da una regia televisiva e dilettantistica.
Sceneggiatura,montaggio ed editing completano una storia povera a tutto tondo,con più noia che morti.

Questa volta Romero nega ai suoi fans il suo seducente piglio beffardo e tesse un racconto slavato,revival di un cinema più morto degli zombi che lo infestano,inquietante segno di uno spettacolo muffo e vecchio,rinchiuso nella soffitta delle cose che hanno fatto il loro tempo.