Gianni e le donne
Scritto da Federica Di Bartolo   
giovedì 10 febbraio 2011

Gianni e le donne
Titolo originale: Gianni e le donne
Italia: 2011. Regia di: Gianni Di Gregorio Genere: Commedia Durata: 90'
Interpreti: Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Alfonso Santagata, Elisabetta Piccolomini, Valeria Cavalli, Aylin Prandi, Kristina Cepraga, Michelangelo Ciminale, Teresa Di Gregorio, Lilia Silvi, Gabriella Sborgi, Laura Squizzato, Silvia Squizzato
Sito web ufficiale: www.corriere.it/giannieledonne
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 11/02/2011
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Federica Di Bartolo
L'aggettivo ideale: Malinconico
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Gianni e le donneFrizzante, ironico e al tempo stesso malinconico. “Gianni e le donne” è il secondo lungometraggio di Gianni Di Gregorio che dopo il successo ottenuto con “Pranzo di Ferragosto” torna alla regia raccontando l’uomo con i suoi vizi e le sue virtù.

Il protagonista è Gianni, ovviamente interpretato dallo stesso Di Gregorio, un distinto sessantenne che, ormai pensionato,  passa la sua giornata svolgendo commissioni per la sua famiglia e per la giovane vicina di casa. Una vita tranquilla interrotta dall’ossessiva madre,  nobildonna decaduta che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma, i cui passatempi sono giocare a carte con le amiche  e dedicarsi ad una finanza un po’ “creativa” ed è interpretata, come in “Pranzo di Ferragosto da Valeria de Franciscis.
Tutto prosegue senza scossoni, a parte i tentativi di Gianni di sistemare la situazione patrimoniale della madre e fermare le sue spese folli, finché un giorno l’avvocato e amico Alfonso (Alfonso Santagata) non riscuote il “bello addormentato”. Il tempo è passato e Gianni si guarda intorno e non si capacita come sia successo, ma la cosa che lo ferisce di più è il fatto che le donne non lo considerano più come un uomo, lo guardano come un soprammobile. L’unica possibilità è trovarsi un amante, tanto più che ormai il rapporto con la moglie si è trasformato in una profonda, solida amicizia. Fra miseri tentativi ed incontri falliti Gianni si arrende avvertendo tutta l’amarezza della condizione in cui si trova, il tempo purtroppo passa inesorabile e contro di esso non si può lottare.

E’ come un grido gentile ed educato fatto anche di silenzi rivolto alle donne che il protagonista incontra e le parole sono sempre le stesse: “Guardatemi sono qui”.
Con delicatezza e ironia l’attore, sceneggiatore e regista Gianni Di Gregorio conferma il suo talento compiendo un’analisi di una generazione, rappresentando la società moderna e il difficile rapporto di un uomo di una certa età con il gentil sesso. L’assenza di volgarità e la maniera gentile, seppur briosa, con cui viene trattato questo argomento e viene rappresentata la realtà ricorda la vecchia commedia italiana o il cinema francese quello del regista, attore e critico cinematografico François Truffaut (Parigi, 1932 – Neuilly – sur-Seine 1984).

E’ una commedia agrodolce, nata durante le riprese di “Pranzo di Ferragosto” derivante dal fatto che, come ha spiegato lo stesso regista:  “ Io prendo spesso i mezzi pubblici e mi ricordo che fino a poco tempo fa capitava di avere degli scambi di sguardi con delle donne. Mi sono accorto che ora non succede più, nessuna mi guarda più come prima, ma mi vedono come una poltrona, un soprammobile.” E’ un tema decisamente difficile da rappresentare, pieno di risvolti e complicazioni, tuttavia il tocco leggero e ironico con cui Di Gregorio racconta se stesso conquista lo spettatore.