I ragazzi stanno bene
Scritto da Dario Carta   
mercoledì 02 marzo 2011

I ragazzi stanno bene
Titolo originale: The Kids Are All Right
USA: 2010. Regia di: Lisa Cholodenko Genere: Commedia Durata: 106'
Interpreti:  Annette Bening, Julianne Moore, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska, Josh Hutcherson, Yaya DaCosta, Eddie Hassell, Kunal Sharma, Rebecca Lawrence, Amy Grabow, Joseph Stephens Jr, Joaquin Garrido
Sito web ufficiale: www.filminfocus.com/the_kids_are_all_right
Sito web italiano: www.luckyred.it/iragazzistannobene
Nelle sale dal: 11/03/2011
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Alternativo
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I ragazzi stanno beneIl modello di società che oggi respira delle realtà di questa epoca,ha conformato alle proprie convenzioni il concetto di famiglia,rimuovendolo dalle necessità naturali di un'interessenza fra un marito e una moglie,per formulare l'alternativa più progressista,altrimenti paradossale di un nucleo costituito da due padri o due madri.

Il matrimonio omosessuale oggetto di contese ideologiche a sfondo sociale,morale e persino politico,è di fatto oggi una consistente realtà allargata ad ogni strato della comunità umana,nella quale le dispute di parte,superato l'elemento etico,si trovano di fronte a delle mere problematiche di accettazione sociale,tendendo a livellare ogni soluzione di comunione sessuale,comunque assortita,alla naturalità del rapporto fra due persone in uno stesso nucleo famigliare.

Lisa Cholodenko scardina le convenzioni dei clichès di questa Hollywood,in uno spigliato dramma  famigliare,sottile ed attuale,con la particolare attenzione a scansare il melodramma e a scoprire il fianco alle controversie e alle facili provocazioni. Jules (julianne Moore) e Nic (Annette Bening) vivono insieme da tanti anni. I loro figli avuti da inseminazione artificiale,Laser (Josh Hutcherson),quindicenne e Joni (Mia Wasikowska) di diciotto anni,sono stati cresciuti nella quieta normalità e ordinaria insicurazza adolescenziale della loro età.

Nonostante l'amore che unisce le due donne nei rispettivi ruoli famigliari,i sintomi dei problemi legati alla quotidianità di una consuetudine domestica,sembrano improvvisamente affiorare e lambire le tranquillità e l'equilibrio del gruppo.
Quando,su iniziativa di Laser,i due ragazzi decidono di rintracciare il padre biologico,il rapporto della coppia cambia e la regista pone l'accento sulla dinamica relazionale che si innesca fra i protagonisti della storia.
La ricerca dei ragazzi li porta a conoscere Paul (Mark Ruffalo) a suo tempo donatore del seme, e le conseguenze di questo incontro rovesceranno le prospettive esistenziali di ognuno dei quattro membri del nucleo famigliare,le mamme ("Moms") e i due figli,compreso lo stesso Paul,coinvolto nel bene e nel male,nei sentimenti di persone che neppure immaginava potessero esistere.

"I ragazzi stanno bene" è un vivace quadretto ricco di taglienti simbolismi,che ritrae la vita normale di cinque persone che  vedono svanire le della loro sicurezze e che orbitano attorno al centro di gravità che di fatto accomuna le interazioni di ogni individuo con il suo prossimo,sfogliando pagine di scontenti,incomprensioni,sospetti,equivoci e quant'altro necessario a completare la natura della sfera umana.
In "I ragazzi stanno bene",la Cholodenko imbastisce una storia di vita in comune,mettendo l'accento sull'auspicio di un'astrazione soggettiva dall'aspetto sessuale  famigliare e mettendo in luce i meccanismi che muovono le relazioni interpersonali,in un gioco,qui in bilico fra sarcasmo e ironia,che incalza sulle posizioni dei protagonisti,tutti messi in discussione davanti ad una sfida alle loro percezioni sulla propria collocazione nel contesto interrelazionale.
La narrazione,teatrale e sorniona,è scandita da guizzi brillanti di situazioni a volte grottesche e paradossali,nella composizione di un dramma privo di retorica ma con la  sapida provocazione di un innesco ad una tematica di scottante attualità.

Fitto di sottilezze e sottintesi,il film della Cholodenko – essa stessa omosessuale – è tipicamente al femminile nello scontornare con prudente delicatezza le infinite occasioni d’incontro,fra Nic e Jules,fra fratello e sorella,fra genitrici e figli,fra questi ultimi e Paul e fra Jules e l’uomo venuto dal di fuori,schiudendo un universo che fa da sfondo all’intera narrazione ,la conoscenza o il suo contrario,l’equivoco e l’incomprensione.
Non passa inosservata la bizzarra conversazione fra le due mamme e Laser,con al centro il comico equivoco sessuale frainteso dalle due donne che pensano che il loro figlio debba scontatamente avere tendenze gay.
Altrettanto esplicito  è l’incontro fra il ragazzo e Paul,con le curiosità di Laser sulle motivazioni che hanno spinto l’uomo a farsi donatore,fino a parlare di denaro,cosa che porta l’adolescente a considerare quanti altri ragazzi come lui possano ricondurre a Paul il motivo della propria esistenza.

L’incontro a pranzo di tutti cinque i protagonisti li descrive intenti ad un prudente sondaggio l’uno verso l’altro,attirati da una curiosità nuova e intrigante in un contesto di silenzi,imbarazzi,timori e luoghi comuni,con una pregnanza da frammento di pièce di teatro.
Con qualche caduta di stile e sporadici ammanchi di gusto,(i ricorsi della coppia alle immagini di un DVD per i loro incontri intimi,stride e pare stonare),il film scorre limpido e diverte anche,affrancandosi dalle languorose formule dei melodrammi della Hollywood dell’afflizione manieristica,in un’alternativa a volte provocante ma scritta con ironia e sincerità.
“I ragazzi stanno bene” è un film scomodo ma onesto,schietto e fortemente empatico,dove la Cholodenko non esita a mettere in tavola le proprie carte,ma con la grazia e la risolutezza di chi,dribblando i canoni di stanchi melodrammi,sviscera la realtà relazionale nelle nevrosi e nei malcontenti comuni ad ogni comunità domestica,qui allargata all’esperienza di una differente lettura.