Il gioiellino
Scritto da Daria Castelfranchi   
venerdì 04 marzo 2011

Il gioiellino
Titolo originale: Il gioiellino
Italia, Francia: 2011. Regia di: Andrea Molaioli Genere: Drammatico Durata: 110'
Interpreti:  Toni Servillo, Sarah Felberbaum, Remo Girone, Walter DeForest, Brett McClelland, Renato Carpentieri, Fausto Maria Sciarappa, Lino Guanciale, Gianna Paola Scaffidi, Lisa Galantini, Vanessa Compagnucci
Sito web ufficiale: www.corriere.it/ilgioiellino
Sito web italiano: 
Nelle sale dal: 04/03/2011
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Carismatico
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Il gioiellinoArriva nelle sale italiane Il gioiellino, nuovo film di Andrea Molaioli, ispirato alle vicende relative al crack Parmalat.
In un’epoca in cui le aziende si affannano ad andare avanti e spesso crollano sotto il peso dei debiti, Il Gioiellino è un film che lascia da parte la cronaca per raccontare l’intimità e la quotidianità dei suoi enigmatici personaggi: Amanzio Rastelli (Callisto Tanzi), che crede nei valori che professa e di cui si fa portavoce la sua azienda, Ernesto Botta (Fausto Tonna), che architetta una serie di escamotage per salvare l’impresa ma al tempo stesso ripudia l’amante che ha rubato soldi alla sua stessa società, e Laura Aliprandi, la cui aura misteriosa è fatta di sorrisi enigmatici e silenzi carichi di significato.
Una donna passionale ma pronta a proteggere i suoi interessi, anche in modi poco ortodossi.

Quella di Molaioli è un’opera che, anche chi non ha seguito direttamente il caso Parmalat, saprà apprezzare perché denuncia un fenomeno presente tanto nelle aziende italiane quanto in quelle europee e, soprattutto, perché mette in scena personaggi autentici. 
Toni Servillo, che da sempre è indice di film di qualità, riveste qui il ruolo del ragioniere, mente della vicenda: lo fa con grande maestria e con la bravura che è solito mostrare nelle pellicole che interpreta ed è affiancato da un grande Remo Girone, il cui personaggio, inaspettatamente, riesce a suscitare empatia.
Il duo funziona splendidamente ed il film risulta interessante sotto diversi aspetti: il regista fa infatti un largo uso di campi vuoti e dettagli che raccontano, a modo loro - carichi di significativi silenzi - le ormai note vicende finanziarie.
La macchina da presa ruota intorno ai personaggi quasi a volerli accerchiare in una morsa che, a poco a poco, li stringe fino a stritolarli. Ottima la fotografia di Luca Bigazzi che affida alle immagini una forte valenza drammatica.

Gli sceneggiatori, tra cui Ludovica Rampoldi, già autrice della Doppia ora,  hanno svolto un lavoro egregio, dando vita a dialoghi accattivanti e personaggi veri e malinconici: umili seppure imbroglioni, con dei sentimenti, seppur pronti a truffare le banche e i cittadini pur di non dichiarare il fallimento.
Persone che - come ha spiegato la sceneggiatrice in conferenza stampa - a differenza di colossi come la Enron, sembrano disprezzare il denaro, facendo sì che tale umanità risulti degna di essere raccontata.
Il gioiellino è un film intenso e nostalgico che si avvale di un’ottima direzione degli attori e di due interpreti d’eccezione del nostro cinema. Dopo Andreotti e Gorbaciov, Servillo torna a dare il volto ad un personaggio pubblico molto controverso. Il risultato è eccellente e la sceneggiatura è decisamente valida e brillante.

I dialoghi, spesso diradati, lasciano alle immagini e ai volti dei protagonisti, il compito di raccontare avvenimenti e stati d’animo. Il film, che esula dal panorama del cinema italiano contemporaneo, verrà distribuito in 170 copie e ci auguriamo che ottenga il successo che merita.