The Ward - Il reparto
Scritto da Daria Castefrachi   
lunedì 28 marzo 2011

The Ward - Il reparto
Titolo originale: The Ward
USA: 2010. Regia di: John Carpenter Genere: Thriller Durata: 88'
Interpreti: Amber Heard, Mamie Gummer, Danielle Panabaker, Lyndsy Fonseca, Jared Harris, Mika Boorem, Laura-Leigh, Sali Sayler, Dan Anderson, R.J. Hampton, Jillian Kramer, Susanna Burney, Sydney Sweeney
Sito web ufficiale: www.theward.theofficialjohncarpenter.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 01/04/2011
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Daria Castefrachi
L'aggettivo ideale: Perfido
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The Ward - Il repartoDopo un’assenza durata ben sette anni, il regista di film cult tra cui The Fog o Halloween, torna al cinema con The Ward-Il reparto. Un thriller psicologico con accenni horror che punta più sugli spaventi improvvisi - molti dei quali per altro prevedibili - che sulla sceneggiatura e i dialoghi.
Quello di Carpenter è il classico film di cui non si può rivelare nulla se non che la giovane Kristen si ritrova in un ospedale psichiatrico senza saperne il motivo.
Nel suo reparto ci sono altre quattro ragazze che a poco a poco iniziano a scomparire e per Kristen la fuga diventa la priorità.

Colpi di scena a go go dunque, apparizioni improvvise, tuoni e rimbombi che fanno sobbalzare.
Il film è tutto giocato sui tipici espedienti del genere horror ma bisogna dire che, sebbene in alcuni momenti manchi di originalità, il trucco funziona e i salti sulla sedia si fanno eccome.
Il cast, tutto al femminile, è composto da cinque giovani attrici tra cui Laura Leigh, nel ruolo di Zoey, qui al suo primo lungometraggio e la protagonista, Amber Heard, che risulta piuttosto convincente.
Chi ha amato uno dei maggiori cult del genere horror quale Shining, non potrà non aver rivisto nei corridoi bui e angusti dell’ospedale psichiatrico, gli ambienti altrettanto inquietanti dell’Overlook Hotel, senza contare che, nel film di Carpenter come in quello di Stanley Kubrick, il protagonista si serve di un’accetta per uccidere. Torna alla memoria anche Shutter Island per il tema del manicomio e delle torture, in primis l’elettroshock.
Ed anche Fragile, nel cui ospedale, come in quello di The Ward, una presenza inquietante si aggirava mietendo vittime.

Se tutto questo sembra far perdere punti all’originalità della sceneggiatura, tecnicamente John Carpenter ha fatto un lavoro egregio, inchiodando lo spettatore alla poltrona con continui colpi di scena e un’eroina intrepida che suscita angoscia dall’inizio alla fine. Montaggio e regia nervosi, ritmo incalzante: il regista non dà tregua e per un’ora e mezza si sta col fiato sospeso, aspettando di capire cosa nasconde realmente il manicomio in cui è stata rinchiusa la protagonista.
Finale shock e, all’uscita dal cinema, il ritorno a casa non sarà dei migliori.