Non Lasciarmi
Scritto da Mirko Di Nella   
giovedì 03 marzo 2011

Non Lasciarmi
Titolo originale: Never let me go
USA, Gran Bretagna: 2010. Regia di: Mark Romanek Genere: Drammatico Durata: 103'
Interpreti: Carey Mulligan, Keira Knightley, Andrew Garfield, Domhnall Gleeson, Sally Hawkins, Charlotte Rampling, Andrea Riseborough, Nathalie Richard, Isobel Meikle-Small, Ella Purnell, Charlie Rowe
Sito web ufficiale: www.foxsearchlight.com/neverletmego
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 25/03/2011
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Mirko Di Nella
L'aggettivo ideale: Struggente
Scarica il Pressbook del film
Non Lasciarmi su Facebook

Non LasciarmiKaty H.(Carey Mulligan) ricorda il suo passato, quando insieme ai suoi compagni Ruth (Keira Knightley)  e Tommy (Andrew Garfield)  ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza nel severo college di Hilsham, immerso nell’idilliaca  campagna inglese, senza nessun contatto o conoscenza del mondo esterno. Ormai adulti si ritrovano per affrontare i segreti celati nel loro oscuro passato comune che li costringe ad affrontare un percorso esistenziale doloroso ed intenso che li terrà legati al doppio filo, fino alla fine delle loro brevi e necessarie esistenze.

Il libro di Kazuo Ishiguro “Never let me go” da cui è tratta la pellicola è stato uno dei pochi casi letterari degli anni 00, definito da molti addetti ai lavori uno dei migliori romanzi dell’ultimo decennio. È sempre difficile, com’è noto, trasporre sul grande schermo un libro, a maggior ragione se si tratta di un’opera così importante, complessa ed amata.
Ad occuparsi dell’impervio adattamento viene chiamato Alex Garland(“Sunshine”/ “28 Giorni dopo”) che pur tradendo immancabilmente la parabola distopica di Ishiguro, immersa in un atmosfera nebulosa e sospesa che procede per accumulo, riesce lo stesso a veicolare con efficacia i numerosi sottotesti e le peculiarità della vicenda, senza cedere (e eccedere) in facili sentimentalismi.
Tratteggiandone i meriti però, c’è da dire che la sceneggiatura rimane l’anello debole del film, troppa la densità emotiva da gestire e troppo sottili le inquietudine e le assonanze che confluivano dalla materia letteraria, che rivelava in maniera graduale la natura distopica della storia, e che purtroppo si perdono nella traduzione filmica che palesa in apertura questo elemento essenziale.

D’altro canto la regia di Mark Romanek(“One hour photo”) – un passato da regista di culto di videoclip musicali – è soffusa, geometrica, con tinte fosche e inquietanti, ma fedele alle intenzioni di Ishiguro, imperlando il suo lavoro con l’uso equilibrato di campi lunghi e primissimi piani, conducendo la pellicola verso un piano sempre più astratto e metaforico. La bellissima scenografia di Mark Digby(“The Millionaire”) si fonde con le musiche della compositrice Rachel Portman (“Le regole della Casa del Sidro”) amalgamandosi all’atmosfera plumbea dello spirito del romanzo.
Sull’ottimo comparto tecnico si muovono con estrema convinzione e partecipazione le interpretazioni dell’intensa Keira Knightley(“Last Night”), la talentuosa Carey Mulligan(“An education”) e il lanciatissimo Andrew Garfield(“The Social Network”).

Cupo, malinconico ed elegante il film di Romanek è una storia d’amore atipica, insolita ed angosciante che si poggia sul genere fantascientifico pur non attingendo a nessun crisma del genere. La storia di tre anime che crescono, amano e soffrono cercando di dare un senso alle loro esistenze, accettando con composto dolore il loro tragico ed ineluttabile destino.