Hai paura del buio
Scritto da Daria Castefrachi   
domenica 01 maggio 2011

Hai paura del buio
Titolo originale: Hai paura del buio
Italia: 2010. Regia di: Massimo Coppola Genere: Commedia Durata: 90'
Interpreti: Gianluca Di Gennaro, Erica Fontana, Manrico Gammarota, Marcello Mazzarella, Alexandra Pirici
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 06/05/2011
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Daria Castefrachi
L'aggettivo ideale: Anacronistico
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Hai paura del buioQuello di Massimo Coppola vorrebbe essere un film d’autore e fondamentalmente lo è ma, all’atto pratico, risulta ancora in fase sperimentale. Le interpreti di grande bravura hanno dato comunque vita a una bella storia, particolare e intensa.
Scritto dallo stesso regista, il film si avvale di una buona sceneggiatura e di dialoghi profondi e ben strutturati. In un paese, il nostro, in cui le rumene sono viste come pericolose, losche, gente di cui non fidarsi per nessun motivo.

Eva approda a Melfi. Qui conosce Anna, una coetanea che lavora nell’enorme fabbrica della Fiat del luogo.
Una giovane all’apparenza senza prospettive, che fatica insieme alla madre per mandare avanti la casa e curare la nonna malata, mentre il padre, violento e nullafacente, passa le sue giornate davanti alla televisione.
Se il soggetto e buono e, come si suol dire, impegnato, la resa del film non lo è altrettanto. Il regista pecca di virtuosismi stilistici che poco hanno a che fare con la cruda realtà che ci viene raccontata.
La musica, che ricopre un ruolo tanto importante, è sfruttata male e risulta addirittura fastidiosa a causa degli stacchi improvvisi e repentini. Non dà il tempo di essere assorbita e accomunata alle immagini, che già lo stacco ci restituisce il silenzio della sequenza successiva.

Nel finale le sorti del film sembrano risollevarsi e il cerchio di Eva finalmente si chiude con un acme drammatico di grande intensità. E dove finisce il suo viaggio, inizia quello di Anna.
La musica degli anni ’70, immette l’intera vicenda in un contesto dal sapore nostalgico, in cui l’iPod che Eva ruba al tassinaro, risulta quasi anacronistico. I brani dei Joy Division, un gruppo punk-rock della fine degli anni ’70, sembrano congelare nel tempo la realtà di Melfi e delle sue colline circostanti, sovrastate dalle enormi pale eoliche.
Lo stesso ricorso al fermo immagine e a lunghi piani sequenza, rimanda ai film dell’epoca e rinuncia alle tecniche più avanzate della nuova era cinematografica.
Il film di Coppola è stato presentato allo scorso Festival di Venezia, durante la Settimana Internazionale della Critica.
Nelle nostre sale dal 6 maggio.