The Lightning Tree
Scritto da Francesca Caruso   
sabato 07 maggio 2011

The Lightning Tree
Titolo originale: Raiou
Giappone: 2010  Regia di: Hiroki Ryuichi Genere: Commedia Durata: 133'
Interpreti: Yu Aoi, Masaki Okada, Ren Osugi, Kengo Kora, Keisuke Koide
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Vitale
Udine Far east Film Festival 2011

The Lightning Tree“The Lightning Tree” è il primo dramma in costume del regista Hiroki Ryuichi, che è stato uno dei numerosi ospiti internazionali che la 13ma edizione dell’Udine Far East Film Festival ha accolto.
Il film è tratto dal romanzo di Ueza Mari e si rifà al classico shakespeariano “Romeo e Giulietta”. Vi si racconta la storia di Narimichi, un giovane signore di un clan che è al potere, che soffre di disturbanti incubi notturni, sintomo di un malessere spirituale.
Un suo fedele servitore, Sukejiro, consiglia a Narimichi di andare sulle montagne e scovare il tengu (un demone dal naso lungo) che importuna il suo villaggio natio.
Il giovane signore gli dà ascolto e lungo il suo cammino si imbatte nel tengu, che altri non è che una ragazza, Rai, travestita per spaventare gli estranei. Narimichi scopre che Rai è la sorella rapita in fasce di Sukejiro, allevata come un spirito libero sulle montagne. I due ragazzi si conoscono e si innamorano, ma le leggi vietano la loro unione. Riuscirà Rai a “rapire” il suo amore?

Hiroki Ryuichi tratteggia una Giulietta del Giappone feudale coraggiosa, pura, libera, che non solo sa difendere se stessa ma anche il suo territorio e che è cresciuta senza possedere sovrastrutture sociali. Non sa e neanche comprende appieno che ci sono delle regole per cui non può stare col suo Romeo, non solo perché appartengono a due classi sociali che sono agli antipodi, ma anche perché lui è il suo signore, predestinato a ben altro futuro. In questo caso l’ostilità verso i due innamorati viene da una intera classe sociale, servitori compresi. Tutti si mettono in moto per impedire che i due fuggano insieme, arrivando persino a fare harakiri.
Narimichi solo di fronte al sacrificio del servitore anziano sembra cedere al suo destino.
Il regista mostra quanto sia possente la forza dell’amore, che riesce a superare gli ostacoli più impervi, si sofferma soprattutto sull’amore incondizionato che prova la sua eroina, che è disposta a tutto, anche a rapire il suo amore se fosse l’unico modo che consenta loro di vivere insieme. Rai raffigura la spontaneità e l’istinto, Narimichi raffigura la ragione e il calcolo.
Sarà l’uomo a fare un passo indietro, mentre la nostra eroina arriva persino a mettere in pratica quanto suggerisce a Narimichi.
Hiroki mette in luce cosa è disposta a fare una donna per il suo uomo, fino a dove si spingerebbe per amore.

La sua eroina è piena di energia, vitalità e determinazione, che conferisce al film un ampio respiro. Rai diviene la protagonista assoluta, attirando su di sé gli occhi dello spettatore. L’attrice Aoi Yu ha reso una performance magnetica. Il suo personaggio è semplice: nonostante sia una donna non usa un abbigliamento femminile, ma uno pratico per poter cavalcare e tirare con l’arco come un uomo, eppure il suo viso, il suo sguardo esprimono la femminilità di cui è dotata.
Attraverso di lei il regista esprime la gioia di vivere di cui il film è pervaso e l’albero di luce (del titolo) rappresenta l’amore eterno di Rai e Narimichi, che non sbiadirà col tempo, ma risplenderà fino all’ultimo respiro.
La storia d’amore che Hiroki racconta è di quelle in cui ci si identifica e fanno sognare il lieto fine, mettendo in scena l’umanità dei suoi innamorati. Hiroki Ryuichi inizia la sua carriera dietro la macchina da presa nel 1982 con il pinku eiga (t.l. film rosa – termine che indica i film erotici giapponesi) “Catch the Woman”, al quale ne seguono diversi altri. Nel 1989 passa di ruolo, lasciandosi alle spalle questo genere e affrontandone di nuovi e sempre diversi.
La sua esperienza lo porta a dimostrarsi abile nel tenersi distante dagli stereotipi di genere e quand’anche vi incorresse riesce a pervaderli di una forza ed energia tali da non essere dannosi alla storia.