Il ventaglio segreto
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 29 giugno 2011

Il ventaglio segreto
Titolo originale: Snow Flower and the Secret Fan
Cina, USA: 2011. Regia di: Wayne Wang Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Hugh Jackman, Bingbing Li, Gianna Jun, Vivian Wu, Archie Kao, Wu Jiang, Angela Evans
Sito web ufficiale: www.foxsearchlight.com/snowflowerandthesecretfan
Sito web italiano: www.ilventagliosegreto.it
Nelle sale dal: 08/07/2011
Voto: 7
Trailer

Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Perlustrativo
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Il ventaglio segreto“Il ventaglio segreto” è stato ispirato dal romanzo “Fiore di Neve e il ventaglio segreto”, scritto da Lisa See (edito in Italia da Longaresi Editore). Il film nasce dalla volontà delle due produttrici Florence Sloan e Wendi Deng Murdock, che hanno trovato il romanzo molto coinvolgente e con un messaggio profondo che doveva essere trasposto al cinema. Hanno inviato una prima sceneggiatura scritta da Angela Workman (che si è occupata della storia ambientata nel passato) al regista Wayne Wang, che ha avuto l’idea di giustapporre una storia ambientata ai giorni nostri con l’originale.

Da quest’unione nasce la storia di Nina e Sophia nella Shanghai d’oggi, due donne impegnate con la loro carriera e che cercano di mantenere salda la loro amicizia come discendenti di laotong, ovvero un legame che si instaura tra donne più forte di qualsiasi altro e che le unisce per sempre. In una storia parallela, ambientata nella Cina del 19° secolo, Fiore di Neve e Lily sono unite da questo legame d’amicizia. All’età di sette anni, nello stesso giorno, entrambe subiscono la fasciatura dei piedi e poi in età adulta nella solitudine dei rispettivi matrimoni troveranno il modo di comunicare tra loro segretamente, grazie al linguaggio nu shu (che solo le donne del laotong conoscono), scrivendo i loro pensieri su un ventaglio bianco di seta.
Wayne Wang è nato e cresciuto a Hong Kong, poi nel 1967 si è trasferito a Los Altos, in California. Ha studiato produzione cinematografica a Oakland. La sua carriera cinematografica inizia nel 1975, quando insieme al collega Rick Schmidt dirige “A Man, a Woman and a Killer”, girato a San Francisco. È, però, del 1982 il suo primo film autoriale, “Chan is missing”, girato grazie a una borsa di studio. Da allora è rimasto sempre attivo, cimentandosi in diversi generi: nel 1995 gira film anticonvenzionali come “Smoke” e “Blue in the Face”, senza dimenticare la commedia romantica come “Un amore a 5 stelle”.
I suoi film parlano anche dell’Oriente, cercando di farlo nel modo più autentico possibile, tenendo vive le sue origini, e questo film ne è una dimostrazione appassionata.

Ne “Il ventaglio segreto” viene mostrata la vecchia e la nuova Cina. Quella in cui le donne subivano la fasciatura dei piedi, per avere dei piedini perfetti, che gli permettessero di ottenere un buon matrimonio nel futuro. E quella in cui le donne sono in carriera, ricoprendo dei ruoli di responsabilità e di primo piano, e l’unica circostanza per cui possono far male i piedi è dovuta ai tacchi alti.
Ciò che accomuna questi due mondi e che il regista ha voluto evidenziare è l’amicizia che lega le protagoniste e per rafforzare quest’idea del laotong ha voluto che ad interpretare i personaggi del passato come quelle del presente fossero sempre le stesse attrici. Il messaggio che ha voluto esprimere è che se un’amicizia è sincera e profonda, qualsiasi cosa accada nella vita di un individuo, resisterà e qualsiasi avversità potrà essere superata.
Un altro aspetto preso in considerazione è stato quello di come le donne hanno bisogno di essere ascoltate, nella società di allora come in quella di oggi. In effetti alcuni sentimenti sono rimasti invariati come il desiderio di poter esprimere liberamente i propri pensieri e avere un riscontro dall’altra parte. Essere libere da costrizioni, che oggi non sono più fisiche, ma che ci sono e in abbondanza, per la sopravvivenza di una mai defunta mentalità, fortificatasi nei secoli.
La lotta delle donne all’interno della famiglia e della società rimane un tema sempre attuale, non si limita a un’epoca o a una cultura o a una specifica regione geografica, interessa tutte ed è per questo che le due storie raccontate nel film possono raggiungere il cuore di chiunque.

Per rendere al meglio le due storie Wayne Wang ha optato per una loro differenziazione a livello visivo: nella parte ambientata nel passato i colori sono molto accesi e saturi, la luminosità è calda per conferire quel sapore di antico. I costumi sono stati disegnati da Man Lim Chung, che ha raccolto sete e gioielli antichi e tessuti provenienti dai mercati di tutta la Cina e di Hong Kong. Il set è stato ricostruito negli studi cinematografici di Heng Dian, una piccola città vicino a Shanghai.
In quella ambientata nel presente, invece, le cromie utilizzate creano un’atmosfera più fredda con una prevalenza di blu. Per quanto riguarda l’ambientazione si è scelto di girare a Shanghai, utilizzando alcuni degli edifici più moderni della città, filmando anche molte sue famose strade e ristoranti.

Per quanto riguarda i personaggi, uno sembra essere superfluo, quello interpretato da Hugh Jackman che, seppure negli intenti del regista ha una ragione d’essere - volendo mostrare come l’emancipazione della donna orientale la porti a vivere una storia con un’occidentale naturalmente - risulta non amalgamato con l’ambiente che lo circonda.
“Il ventaglio segreto” è uno di quei film che fa comprendere un po’ di più come le donne condividano dei percorsi simili all’interno della famiglia e della società, qualsiasi essa sia, e pur partendo da condizioni diverse, vogliono tutte la stessa cosa: essere libere da costrizioni millenarie. Wayne Wang mette a confronto un aspetto della Cina del passato con la Cina contemporanea attraverso lo sguardo limpido delle sue protagoniste con autenticità.