Real Steel
Scritto da Dario Carta   
martedì 15 novembre 2011

Real Steel
Titolo originale: Real Steel
USA, India: 2011. Regia di: Shawn Levy Genere: Azione Durata: 127'
Interpreti: Hugh Jackman, Evangeline Lilly, Kevin Durand, Hope Davis, Anthony Mackie, Dakota Goyo, Olga Fonda, James Rebhorn, Antoinette Nikprelaj, David Alan Basche, Karl Yune, Richard Goteri, Ron Causey, Torey Adkins, Michael Patrick Carmody, Jeff Caponigro, Marco Ruggeri, Larry C. Fenn, Chris Newman, Anton Narinskiy, Tiffany Stone, Amanda Wright
Sito web ufficiale: www.steelgetsreal.com
Sito web italiano: www.realsteel.it
Nelle sale dal: 25/11/2011
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Sincero
Scarica il Pressbook del film
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realsteelcuoridacciaio_leggero.pngNel cinema delle famiglie,quando la nostalgia tocca le corde calde delle emozioni,i sogni siedono sovente nella poltrona accanto a chi prova ancora lo stupore per la meraviglia.
L'immaginifico bambino incanta per il candore leggero della semplicità fanciulla che si fa spettacolo,tenero come l'innocenza,forte come il focolare di casa.
Il senso nostalgico che pervade pellicole come "Super 8" e buona parte del catalogo dei lavori di Spielberg in vesti di regista o produttore,è il robusto respiro che corrobora un cinema oggi ferito nei contenuti e indigente nelle tematiche.

"Real Steel" è il compito gentile di Hollywood,un sorriso alla freschezza,una bella parola per ogni pubblico. Il film di Shawn Levy ("Una notte al museo"),è un volo ad una fantascienza non lontana,dove in un domani non affrancato dalle debolezze che affliggono la società di ogni tempo,uomini e macchine tessono un racconto di sincero affetto e tenerezza.

Ne 2020 la box non è più confronto fra uomini,ma sport per un pubblico che assiste agli incontri fra robots di avanzatissima tecnologia e gli interessi che gravitano intorno a questa attività non sempre legale sono altissimi. Charlie Kenton (Hugh Jackman),ex pugile,si arrangia per tirare a campare,imbastendo scommesse e partecipando ai tornei clandestini con il suo robot Ambush. Perdente sotto ogni punto di vista,l'uomo,solo ed egoista,è in perenne fuga dagli strozzini cui è debitore e da sè stesso.
Un giorno riceve la notizia che una sua ex fidanzata è venuta a mancare,lasciando al mondo Max (Dakota Goyo),un ragazzino di cui Charlie è padre. Concluso un triste accordo per denaro con la sorella (Hope Davis) e suo marito (James Rebhorn),che si offrono per adottare il ragazzo,Charlie accetta di tenere Max per un breve e complicato periodo estivo,prima che venga affidato definitivamente alle mani della nuova famiglia. Max,ragazzino come tanti,è sveglio e abile nella tecnologia digitale e giochi elettronici e durante un'incursione con il padre in un deposito di rottami,i due trovano Atom,un vecchio robot abbandonato. Il ragazzo convincerà il padre ad allenare Atom per nuovi incontri e padre e figlio si troveranno uniti per preparare il robot,ciascuno dando il proprio contributo.
Lo scopo è sconfiggere Zeus,campione in carica,gestito dall'arrogante Tak Mashido (Karl Yune) e sponsorizzato dal magnate russo Farra Lemcova (Olga Fonda). Ma la fuga dai debitori,gli allenamenti con Atom e l'incontro finale con Zeus,concorreranno a riunire un padre assente e un ragazzino solo,in un unico intento che non si limiterà a essere la vittoria sul ring. Fortemente allegorico,il lavoro chiama fantascienza e tecnologia come scenari pretestuali per l'urgenza più acuta e immediata di dipingere a tinte vivaci il faticoso e fertile rapporto fra un papà ed un figlio inatteso,ponendo un accento ironico su un rovesciamento di ruoli in situazioni che vedono il ragazzo regalare saggezza al padre.

Charlie è presentato fin dalle sequenze in apertura come un uomo gretto e spento,pronto a contrattare con dei ragazzini per una foto al suo robot e l'immagine che viene scontornata è quella di un adulto non cresciuto,impegnato in un dialogo con sè stesso,scarno come un soliloquio esistenziale.
Levy immerge il racconto in un'America non distante da quella che oggi caratterizza la provincia e il suo folklore,dove gli incontri clandestini fra macchine antropomorfizzate sostituiscono le arene dei rodei e dei bullridings.
Ma la violenza è densissima e ficcata fittissima fra le espressioni di una società che pare non voler curarsi da antiche infermità In questo scenario il regista innesta una storia di uomini e macchine,il racconto di un incontro,di una guarigione e di un riscatto,segnato dal ritmo crescente di un cammino di conoscenza reciproca che si matura in una lenta e discreta esplorazione interrelazionale e che si spalanca alla scoperta di una nuova realtà mai sospettata per entrambi i protagonisti.
Il mezzo sarà una macchina,veicolo disanime ma umanizzato nella babilonia assordante che assiste ad un fuoco che prende vita da una scintilla scaturita fra lamiere accartocciate.

In "Real Steel" è fortemente voluto il conflitto fra rumore e silenzio,dove il clamore visivo fa solo da sfondo al quieto ma sofferto cammino di conoscenza fra padre e figlio,che è lettura sulle piccole cose che scontornano un mondo che può tornare bambino nella misura in cui ci siano occhi per vedere quello che l'innocenza regala alla stoltezza.
Quando gli occhi azzurri e tristi di Atom incontrano quelli di Max,una tacita intesa fra abbandonati tesse l'elegante trama di una storia che chiama padre e figlio a partecipare a una provvida novità mai sperata,dipinta come due cuccioli protetti da un papà,sotto lo stesso tetto.
Uno score altamente evocativo.dai suoni folk blues di Alex Murdoch sui titoli di testa,ai toni più taglienti di band come The Prodigy,Foo Fighters,50 Cents,fa da sfondo ad un impianto narrativo fluido e limpido,acceso in guizzi ironici e fresche trovate che arricchiscono un messaggio morale appena suggerito e mai stanco e retorico.

Levy non assembla robot e tesse semmai una fiaba di oggi e di sempre,dove coniuga il lirismo di una avventura di fantasia con i moti di un'umanità sincera e la offre ad ogni pubblico disponibile ad aprire le porte di casa al cinema che in tutte le famiglie può regalare emozioni agli occhi e al cuore. E' quando i campioni si abbracciano.