Lo schiaccianoci 3D
Scritto da Marco Fiorillo & Pier Lorenzo Pisano   
venerdě 02 dicembre 2011

Lo schiaccianoci 3D
Titolo originale: The Nutcracker in 3D
Gran Bretagna: 2009. Regia di: Andrei Konchalovsky Genere: Animazione Durata: 107'
Interpreti: Elle Fanning, Nathan Lane, John Turturro, Frances de la Tour, Richard E. Grant, Yuliya Vysotskaya, Aaron Michael Drozin, Charlie Rowe, Daniel Peacock, Alan Cox, Hugh Sachs, Africa Nile, Jonathan Coyne, Stuart Hopps, Ferenc Elek, Attila Kalmár, György Honti, Fernanda Dorogi, Kriszta Dorogi, Béla Gados, Verner Gresty, Jason Harris, Jácint Hergenröder, Zoltán Hetényi, Barna Ilyes, Lilla Karolyi, László Keszég, Gyula Kormos, Ferenc Kovács, Dániel Mogács, Krisztina Moskovits, Gábor Nagypál, Richard Philipps, Zsolt Sáfár Kovács, Péter Takátsy, Andrea Tallós
Sito web ufficiale:
Sito web italiano: www.m2pictures.it/lo-schiaccianoci-in-3d
Nelle sale dal: 02/12/2011
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Marco Fiorillo & Pier Lorenzo Pisano
L'aggettivo ideale: Presuntuoso
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lo_schiaccianoci_leggero.pngLa sera di Natale di una Vienna degli anni ’20, Mary (Elle Fanning) ed il fratello Max rimangono a casa con i domestici e l’amato zio Albert (Nathan Lane), mentre i genitori (Richard E. Grant e Yulia Visotsakaya) decidono di trascorrere la festivitŕ in teatro.
Nonostante la lontananza dei genitori, l’umore dei fratelli č risollevato dai regali dello zio: una casa di pupazzi ed uno schiaccianoci di legno.
Proprio lo schiaccianoci, durante la notte, si animerŕ davanti agli occhi di Mary che verrŕ trasportata in un mondo di sogno e fantasia, in cui il giocattolo (Charles Rowe) č in veritŕ il Principe d’una cittŕ presa d’assalto dai Topi, guidati dal Re (John Turturro) e da sua madre, la Regina (Frances de la Tour), responsabile del sortilegio che ha trasformato il Principe.

Correva l’anno 1891, quando Petr llic Cajkovskij, ispirandosi al racconto del 1816 “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi” di Ernst Hoffmann, portava in scena l’omonimo balletto, coreografato da Marius Petipa e Lev Ivanov. Piů di un secolo dopo č Andrei Konchalovsky a riadattare la famosissima opera teatrale per il Grande Schermo, trasformandola nella piů classica delle favole natalizie: “Lavoro a questo progetto da tantissimo tempo.”- ammette lo stesso regista- “Volevo solo fare una favola per bambini”. Cosě, come in una delle piů celebri storie disneyane, i piccoli spettatori sono catapultati nel sogno di Mary, in cui i pupazzi vivono della stessa vita dei loro interpreti, responsabili di un’ottima caratterizzazione.

Gli splendidi effetti speciali, i testi di Timothy Rice modestamente adattati alle composizioni di Cajkovsij (almeno nella versione originale) e l’implicita magia del Natale contribuiscono alla riuscita della pellicola. Se rimanesse favola per bambini, questo moderno “Schiaccianoci” avrebbe centrato l’obiettivo. Cosě non accade ed il regista russo si perde in un sottobosco di citazioni ed allusioni indirizzati piů ai genitori che ai figli: i topi diventano invasori nazisti, i sudditi del Principe ricordano gli operai russi pronti alla rivoluzione, perfino zio Albert ricorda fin troppo un Albert Einstein, completamente atemporale rispetto agli eventi della pellicola, cui si accompagna il pluri- citato Professor Freud.
Se i piů piccoli rimarranno affascinati dalle avventure di Mary e co., minor presa avrŕ sugli adulti l’accozzaglia di materiale riunito dal regista russo.

Dopo le avventure hollywoodiane di “Tango e Cash” e dell’ “L’Odissea”, Konchalovsky rispolvera la preparazione artistico- musicale raccolta durante gli anni del conservatorio per fare da apripista alla carrellata di film natalizi.
Per l’occasione sceglie un trio valido e ben amalgamato: Elle Fanning, sorella d’arte della piů celebre Dakota, cavalca il successo raggiunto con l’interpretazione in “Super 8” accompagnandosi ai caratteristi Nathan Lane e John Turturro, che archiviano un’altra buona prova.

“Ciň che sembra oltre la tua portata, in effetti puň essere a portata di mano”: č questo il vero motto del film. Nonostante l’altalenante conduzione registica e il messaggio tutto natalizio fin troppo abusato, le festivitŕ potevano cominciare peggio.