Speciale Ken Russel
Scritto da Marco Fiorillo & Pier Lorenzo Pisano   
lunedì 05 dicembre 2011

Speciale Ken Russel

Uno dei piu controversi registi del cinema britannico, classe 1927.
Prima di dedicarsi al cinema il nome di Ken Russel è stato molto popolare nel circuito televisivo in quanto realizzatore di importanti documentari e telefilm per la BBC.

Nel 1971 uno dei suoi film, “I diavoli”, divenne un caso in italia, per i contenuti scandalosi ed il film fu sequestrato e ridistribuito con tagli. Un suo altro grande successo fu “Tommy” film ispirato al disco dei Who, con star della musica del calibro  di Elton John ed Eric Clapton. Il rapporto stretto tra Russel e la musica si ritrova anche in film come “L’altra faccia dell’amore”, sulla vita di Čajkovskij, e “La perdizione” sulla vita del compositore Gustav Mahler.
Le sue pellicole, che ricordano vagamente quelle Fellini, sono deliranti, visionari, viscerali, sconvolgenti.

Ricordiamo in particolare “Stati di allucinazione” (1980).
Straordinario debutto cinematografico di Will Hunt (motivo di vanto per la pellicola), il film è la storia fantascientifica del dottor Eddie Jessup (Hunt), che attraverso una vasca di deprivazione sensoriale riesce ad accedere a livelli regressi della sua mente e a ripercorrere le catene del suo DNA fino ad arrivare alla specie primigenea dell’essere umano ed ancora oltre. Interessantissimi risvolti psichedelici, visivamente, ma anche filosofici: Eddie fa esperienza dell’assenza della ragione e del puro istinto, arriva così indietro nella sua memoria genetica da riuscire  a distinguere in sé la meraviglia e l’indefinito e l’infinito orrore che la Vita stessa, appena nata, prova per la sua improvvisa e precaria esistenza.
Solo la presenza al suo fianco di Emily (Blair Brown) potrà salvarlo dall’abisso in cui sta precipitando, tra visioni di un passato infinitamente lontano, richiami religiosi, provocazioni visive che riescono a risultare efficaci tutt’ora, soprattutto perchè hanno una struttura interessante a sostenerle e giustificarle.
Ricordiamo infine le musiche nominate all’oscar, che ben accompagnano il film nella sua evoluzione da thriller-fantascientifico a pseudo- horror, dove kantianamente l’orrore non è attorno, ma dentro di noi.