Almanya - La mia famiglia va in Germania
Scritto da Daria Castelfranchi   
mercoledì 07 dicembre 2011

Almanya - La mia famiglia va in Germania
Titolo originale: Almanya - Willkommen in Deutschland
Germania: 2011. Regia di: Yasemin Samdereli Genere: Commedia Durata: 111'
Interpreti: Vedat Erincin, Fahri Ogün Yardim, Lilay Huser, Demet Gül, Denis Moschitto, Aylin Tezel, Petra Schmidt-Schaller, Rafael Koussouris, Aliya Artuc, Kaan Aydogdu, Axel Milberg, Walter Sittler, Roland Kagan Sommer, Aglaia Szyszkowitz, Katharina Thalbach, Aycan Vardar, Saskia Vester, Trystan Wyn Puetter, Angela Merkel, Antoine Monot Jr., Cem Siepert, Oliver Nägele, Jule Ronstedt, Engin Sahin, Arnd Schimkat, Jo Brauner, Siir Eloglu, Ercan Karacayli, Aykut Kayacik, Manfred-Anton Algrang
Sito web ufficiale: www.almanya-film.de
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/12/2011
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Toccante
Scarica il Pressbook del film
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almanyalamiafamigliavaingermania_leggero.pngNon stupisce che il film della regista Yasemin Samdereii abbia guadagnato ben 11 milioni di euro solo in patria e abbia ottenuto un grande successo al Festival di Berlino.
Almanya è deliziosamente attuale e realistico, è un film vero, divertente, corale, che analizza con delicatezza e ironia il tema dell’integrazione e mette in scena la vita di una famiglia di ben tre generazioni. Si parla di scontro tra culture diverse, di ascesa economica da un lato e difficoltà di mandare avanti la baracca dall’altro.

La famiglia di Huseyin è eterogenea: c’è la nipote Canan che sta con un ragazzo inglese, ci sono Muhamed che ha perso il lavoro e Ali che ha sposato una tedesca. E poi c’è Fatma, moglie di Huseyin, che lo comanda a bacchetta e lo ama profondamente.
Almanya è la storia di una famiglia turca in Germania ma potrebbe riguardare gli immigrati di ogni parte del mondo.
Ci si augura che non rimanga un film di nicchia e che, anche solo con il passaparola sui social network, venga visto e ottenga il successo che merita: perché placherebbe l’astio di certi cittadini chiusi e ostili verso lo straniero, e perché dimostrerebbe che ci sono persone di religione islamica che vanno oltre le tradizioni e non uccidono la propria figlia solo perché è fidanzata con uno straniero, che per di più l’ha messa incinta.
Quando Huseyin ormai anziano, con quattro figli ormai grandi e una serie di nipoti al seguito, comunica di aver comprato una casa in Turchia, inizia un viaggio on the road, durante il quale la giovane Canan racconta al piccolo Cenk la storia della famiglia: dal 1963, anno in cui il giovane Huseyin arriva in Germania, fino ai nostri giorni.

Attraverso le parole della giovane e i flashback, il film racconta l’evoluzione dello stile di vita di una famiglia turca. Dal monolocale nella campagna turca all’appartamento in città, dai cani randagi che razzolano nel villaggio, ai bassotti al guinzaglio, che il piccolo Muhamed scambia per enormi topi.
Tutto è diverso in Germania, anche la religione: “qui la gente prega davanti a una statua di legno”, “Ma sono tutti matti?”.
E proprio quando i tre figli iniziano a manifestare il desiderio di festeggiare il Natale come tutti i loro amici, il padre decide di fare un viaggio in Turchia: tre giorni in macchina per scoprire che il bagno alla turca è ben peggio dell’inizialmente temuto water.

Si ride, ci si commuove, si riflette: Almanya è un film che dovrebbe essere visto da tutti e che fa della sceneggiatura e della profonda e attenta caratterizzazione dei personaggi il suo punto forte.
Ciò che colpisce dell’opera prima di Yasemin Samdereii è anche la straordinaria interpretazione di tutti i protagonisti, principalmente delle attrici che interpretano Fatma da giovane e da anziana. Mentre Vedat Erincin, nel ruolo del patriarca di famiglia, emana carisma e amore.
Un po’ Little Miss Sunshine e un po’ East is East, Almanya è un vero gioiellino. Spassoso e nostalgico, attuale e commovente.
E il finale, con i personaggi adulti accanto a cui spiccano i corrispettivi giovani e/o bambini, è infinitamente poetico.