La terra
Scritto da Battista Passiatore   
mercoledì 28 marzo 2007

La terra
Italia: 2005. Regia di: Sergio Rubini Genere: Drammatico Durata: 112'
Interpreti: Fabrizio Bentivoglio, Paolo Briguglia, Massimo Venturiello, Emilio Solfrizzi, Claudia Gerini, Sergio Rubini
Recensione di: Battista Passiatore

laterraleggero.jpgDopo i buoni successi di pubblico e critica (L’amore ritorna, L’anima gemella, Amnèsia) il regista di Grumo Appula Sergio Rubini, ormai una conferma del cinema italiano di qualità, torna presentando il suo nuovo film dal titolo semplice e forte “La terra”; Nella luce abbacinante, “messicana” del Salento dove si sono svolte le riprese, la storia strizza l’occhio al “giallo”, ma è soprattutto un dramma etico, il “mezzogiorno di fuoco” di un quarantacinquenne tornato a casa di lontano. E’ un film che ambisce al romanzesco nel porre e governare il dilemma della distanza/vicinanza rispetto alle radici, in fondo la magnifica ossessione della filmografia del Rubini regista: otto film, sei dei quali girati nella sua Puglia o alla Puglia legati per lingua e provenienza del protagonista. La storia ruota attorno a quattro fratelli: Luigi (Fabrizio Bentivoglio), da anni trasferitosi al Nord, professore di filosofia a Milano; Michele (Emilio Solfrizzi), titolare di un mobilificio in paese e desideroso di lanciarsi in politica: Mario (Paolo Briguglia), poco più che un ragazzo, impegnato principalmente nel volontariato, e infine Aldo (Massimo Venturiello), il fratello bastardo, figlio dl un’altra donna, l’unico che vive sulla terra e la lavora. Durante le vacanze di Pasqua Luigi torna al paese, convinto di sbrigare in pochi giorni le trattative per la vendita della proprietà. Invece si ritrova coinvolto nei litigi familiari e si scontra con Aldo, che non ha alcuna intenzione di vendere. Infastidito dalla situazione, Luigi è sul punto di lasciar perdere e tornare a Milano, ma l’omicidio di un amico di famiglia Io costringe a restare, anche perché ognuno dei fratelli è un potenziale sospettato. Il risultato è una commedia che sterza progressivamente verso il giallo, pur mantenendo un tono leggero. A proposito del suo film, Sergio Rubini, che vi partecipa anche come attore, interpretando la parte di un usuraio, parla di suggestioni omeriche, azzardando un paragone fra il ritorno di Ulisse a Itaca e quello di Luigi alla sua terra.