The Artist
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 14 dicembre 2011

The Artist
Titolo originale: The Artist
Francia: 2011. Regia di: Michel Hazanavicius Genere: Drammatico Durata: 100'
Interpreti: John Goodman, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, James Cromwell, Beth Grant, Ben Kurland, Joel Murray, Jen Lilley, Beau Nelson, Jean Dujardin
Sito web ufficiale: www.warnerbros.fr/the-artist.html
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 09/12/2011
Voto: 8,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Meraviglioso
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theartist_leggero.pngUna ventata d’aria fresca, rinnovata energia e irresistibile fascino per una pellicola dal profumo antico, ma mai così suadente come quello utilizzato dal regista Michel Hazanavicius.
Con “The Artist” Hazanavicius rispolvera il cinema muto, conferendogli nuovo lustro e creando di fatto un vero e proprio capolavoro della cinematografia.
“The Artist” racconta la Hollywood degli anni ‘20 e ’30, mostrando il cinema che parla di se stesso.

George Valentin è un divo di successo del cinema muto. L’avvento del sonoro lo fa entrare in un vortice autodistruttivo e il suo orgoglio lo porta a rifiutare il cambiamento in atto.
Nel frattempo la comparsa Peppy Miller entra a far parte del firmamento delle stelle hollywoodiane. Il loro incontro si rivela fondamentale per entrambi.
Era da tempo che il regista nutriva il desiderio di cimentarsi nella realizzazione di un film muto, in parte perché affascinato da quel cinema d’altri tempi e in parte perché voleva mettersi alla prova con un diverso linguaggio cinematografico. In effetti nel cinema muto tutto passa attraverso le immagini e l’organizzazione di ogni più piccolo dettaglio.
Nessuna immagine è gratuita, tutte servono a raccontare una storia. L’obiettivo principale di Hazanavicius è stato quello di creare delle suggestioni, delle emozioni e delle sensazioni che potessero raggiungere lo spettatore lungo tutto l’arco del film.

La storia e il modo in cui l’ha raccontata corrisponde pienamente alle sue intenzioni.
“The Artist” non scimmiotta i film romantici o comici muti, gli attori non eccedono nella loro performance, il regista ha voluto che la loro fosse un’interpretazione naturale, e se qualche ammiccamento se l’è concesso, questi è circoscritto e consono alla narrazione. Molto bella la sequenza in cui George sogna di sentire il rumore del bicchiere, della sedia che cade, delle ragazze che ridono, ma non sente la sua voce.
È una sequenza che lascia di stucco per quanto è acuta e ben confezionata.
In “The Artist” si possono riscontrare degli echi della Hollywood degli anni ’20 e ’30, senza però che l’autore abbia pensato a un personaggio specifico. C’è chi farà delle associazioni con la storia di Greta Garbo e John Gilbert, chi ricorderà Charlie Chaplin (che come Valentin ha rifiutato a lungo il sonoro) e chi ne penserà degli altri.
In questa storia gli aspetti comici si intrecciano perfettamente con quelli drammatici e romantici. Quella delineata è una storia che parla di un amore puro e sincero, di come l’orgoglio possa danneggiare un uomo e di come la celebrità sia vacua e abbia una scadenza. Chi vi ripone tutte le proprie speranze rischia di ammalarsi di depressione e non vedere altro che il proprio passato, come accade a Valentin.

Il cagnolino è esilarante, ricoprendo un ruolo tutt’altro che marginale, determina invece le simpatie che lo spettatore nutre nei confronti del suo padrone. “Se il cagnolino è affezionato a George Valentin, vuol dire che l’uomo non deve essere poi così male. Hai fiducia nell’istinto del cane” ha spiegato Michel Hazanavicius.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici il regista si è impegnato in tutti i settori.
Al compositore Ludovic Bource ha richiesto musiche ben precise, che non invadessero il campo filmico, ovvero che non prendessero il sopravvento sulle immagini. Vediamo spesso la musica attenersi ai gesti degli attori e questi ne vengono trasportati diventando un tutt’uno con essa.
Il direttore della fotografia Guillaume Schifmann è alla sua terza collaborazione con il regista. Ha giocato sui contrasti, sulle ombre, utilizzando le luci in modo tale da conferire ad ogni inquadratura il giusto significato emozionale.
Le riprese sono state fatte in 35 giorni negli studi cinematografici hollywoodiani ed è proprio lì che la magia ha preso vita.

Con “The Artist” Hazanavicius è riuscito a riportare lo spettatore indietro nel tempo, facendogli assaporare per un paio d’ore la bellezza del cinema all’epoca del muto e dei suoi artisti, quelli che intere generazioni hanno amato e che amano tutt’ora.
È un film elegante, raffinato, divertente , in una parola: geniale.
Non si sente minimamente la mancanza delle parole e la storia scorre in modo talmente piacevole, da sentire il desiderio, al termine del film, di rivederlo ancora una volta per apprezzarlo nuovamente.