J. Edgar
Scritto da Francesca Caruso   
martedì 27 dicembre 2011

J. Edgar
Titolo originale: J. Edgar
USA: 2011. Regia di: Clint Eastwood Genere: Drammatico Durata: 137'
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Judi Dench, Ed Westwick, Damon Herriman, Dylan Burns, Stephen Root, Jeffrey Donovan, Amanda Schull, Miles Fisher, Ryan McPartlin, Kaitlyn Dever, Michael Gladis
Sito web ufficiale: www.jedgarmovie.warnerbros.com
Sito web italiano: wwws.warnerbros.it
Nelle sale dal: 04/01/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Cognitivo
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jedgar_leggero.pngClint Eastwood torna nuovamente a far parlare di sé attraverso il suo ultimo lavoro registico: “J. Edgar”. Quando gli è stata proposta la sceneggiatura, Eastwood ha palesato subito la propria curiosità nell’esplorare la vita di un uomo di cui ancora oggi non si sa tutto.
Molti fatti privati e non sono avvolti nel mistero, si può solo ipotizzare e, in alcuni casi, dedurre che le cose stiano in un certo modo.

J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI per quarant’otto anni e impiegato nel Bureau per più di mezzo secolo, è riuscito a mantenere la sua vita privata segreta, come i tanti segreti che ha custodito fino alla sua morte e oltre.
Questa è la vita di un ragazzo che, a vent’anni, inizia a lavorare per quello che allora si chiamava solo Bureau of Investigation. Dopo pochi anni, ancora giovanissimo, gli viene affidata la direzione del Bureau, che incontrerà numerosi miglioramenti grazie alle sue intuizioni.
È stato un uomo dedito al lavoro, che nel bene e nel male, si è saputo ritagliare un posto nella Storia. Con la risoluzione del caso Lindbergh e la cattura di numerosi criminali, tra cui John Dillinger, la sua fama di eroe della Nazione diventa una realtà.

Una realtà in cui, però, Hoover manipola i media con grande abilità e infrange spesso le regole per raggiungere i suoi fini. Clint Eastwood inizia “J. Edgar” dando voce a un uomo che è arrivato quasi alla fine del suo mandato e vuole lasciare un resoconto di ciò che ha fatto, nel modo in cui lui lo ricorda, ripercorrendo alcune tappe fondamentali della sua vita: il rapporto con la madre, col suo braccio destro Clyde Tolson, con la sua segretaria Helen Gandy e il rapimento di ‘Baby Lindbergh’. Il regista segue i passi dell’uomo, mostrandolo dietro le quinte del potere.

Da ventenne fino alla sua dipartita all’età di settantasette anni delinea alcuni degli aspetti importanti che vi sono intercorsi, per far capire chi fosse intimamente e cosa l’ha portato ad essere il funzionario che era. La madre aveva molta influenza su di lui e pretendeva molto. J. Edgar era un uomo con le sue fragilità, da lei si lasciava consigliare e in lei trovava conforto.
Ha cercato tutta la vita di soddisfare le aspettative che la madre riponeva in lui e ottenere la sua approvazione. Riguardo a Clyde Tolson, si sa che è stato il suo fedele collaborate e amico per tutta la vita. Si è sussurrato in seguito che ci fosse una relazione più che amichevole, ma queste rimangono solo chiacchiere e supposizioni.

Ciò che è comprovato è l’aver messo da parte la vita affettiva per impegnarsi totalmente nel proprio lavoro. Helen Gandy gli è rimasta sempre fedele e vicina in ogni situazione. Era a conoscenza di tutte le sue attività e se qualcuno aveva bisogno di qualsiasi informazione riguardante il Bureau si rivolgevano a lei.
Eastwood ha voluto soffermarsi sulle interazioni emotive del personaggio con le persone che gli stavano accanto. Al regista, per sua stessa ammissione, piace analizzare le cause che spingono un individuo ad agire in un determinato modo e che lo portano, conseguentemente a fare delle scelte ben precise.

Ciò lo si riscontra nei suoi film: come non ricordare “Million Dollar Baby” o “Gran Torino” per esempio. Ogni personaggio incide sulla vita del protagonista, Leonardo Di Caprio ha fatto un lavoro eccellente nel trasporre i moti dell’animo di Hoover: la sua rigidità, la sua intransigenza, le sue fragilità emotive e la sua determinazione. L’attore riesce, come sempre, a incanalare tutta l’energia e la forza tirandole fuori al momento giusto, conferendo pathos e coinvolgimento all’azione in corso.

Quello di Eastwood è un film meritevole, che farà conoscere un altro Hoover, portando a comprendere le sue scelte.
Ha saputo mettere in luce con abilità aspetti diversi, senza eccedere.
L’intento del regista è stato quello di mostrare la storia di un uomo attraverso i suoi occhi e far percepire allo spettatore il mondo in cui viveva, sottolineando che fosse un uomo complicato, certamente non comune.