40 carati
Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 02 febbraio 2012

40 carati
Titolo originale: Man on a Ledge
USA: 2012. Regia di: Asger Leth Genere: Thriller Durata: 102'
Interpreti: Sam Worthington, Elizabeth Banks, Mandy Gonzalez, Bill Sadler, Barbara Marineau, J. Smith-Cameron, Anthony Mackie, Patrick Collins, Jamie Bell, Genesis Rodriguez, Edward Burns, Kyra Sedgwick, Ed Harris, Geoffrey Cantor, Titus Welliver, Jonah Falcon, Pooja Kumar, Afton Williamson
Sito web ufficiale: www.manonaledge.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 10/02/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Dinamico
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40carati_leggero.pngCon numerosi documentari alle spalle, il regista Asger Leth è stato scelto per dirigere “40 Carati”.
Ciò che la produzione ha voluto ottenere è quel senso di vita reale che Asger sa infondere nei suoi progetti. Nick Cassidy è un ex poliziotto, finito in prigione per un reato che lui afferma non aver commesso. Verrà a trovarsi sul cornicione del 21esimo piano di un hotel, pronto a tutto pur di far sentire la sua voce.
Nick fa una richiesta ben precisa: vuole che a parlare con lui ci sia la negoziatrice Lydia Mercer.
Col passare dei minuti Lydia comprende che le intenzioni di Nick non sono quelle che sembrano. Quella raccontata da Leth è la storia di un uomo che escogita un modo molto particolare per dimostrare la sua innocenza e riscattare il suo nome.
Man mano che i pezzi che compongono l’intera storia vanno al loro posto, lo spettatore viene attirato sempre di più in questa ragnatela, che come la folla, radunatasi davanti all’hotel, attende trepidante ogni minimo sviluppo. La direzione del racconto cambia e con esso il profilo di alcuni personaggi.

È un film sul riscatto di un uomo ed è un film d’azione, nonostante buona parte avvenga sul cornicione di un grattacielo. Sam Worthington riesce a conferire l’ansia, lo stare sulle spine e una certa dose di paura che pervade Nick Cassidy, ma anche determinazione e sicurezza nei suoi mezzi.
Asger Leth riesce a dare attenzione a quei dettagli, sia delle inquadrature che del racconto, risolutivi per l’esito finale, realizzando un film ben congegnato. Il cast non è da meno: tutti gli attori contribuiscono egregiamente a creare l’atmosfera del film.
A Jamie Bell (Joey Cassidy) e Genesis Rodriguez (la ragazza di Joey) è stata affidata la parte più scanzonata, con le loro battute, per stemperarne i toni nei momenti di maggior tensione. Jamie Bell conferisce intensità al suo personaggio, stabilendo un’alchimia non scontata col partner di turno, come precedentemente in “The Eagle” con Channing Tatum, qui con Sam Worthington.

Entrambi dimostrano un legame fraterno credibile, che rende partecipi delle loro emozioni. Per quanto riguarda l’ambientazione, le riprese sono state effettuate in parte su un cornicione reale a 78 metri di altezza.
L’intento della produzione è stato quello di portare lo spettatore a percepire l’autenticità delle scene.
Per poter finire le riprese sono stati costruiti tre diversi set che rappresentavano lo stesso cornicione, in più si è deciso di mettere il protagonista ad un’altezza che non fosse troppo elevata, così da farlo interagire con la folla sottostante, dando modo al regista di raccontare anche storie accennate di persone comuni, che si stringono intorno a Nick.

Per Worthington è stata la prima volta e nonostante la paura dell’altezza è riuscito a esprimere pienamente le sensazioni di Nick, o forse proprio per questo è riuscito a catturare l’essenza del suo personaggio.
“40 Carati” è un film dinamico, in cui l’azione si mescola al racconto personale dell’uomo sul cornicione del titolo originale, che paventa fin da subito un ventaglio di possibilità, che portano tutte all’intrattenimento.