Albert Nobbs
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 06 febbraio 2012

Albert Nobbs
Titolo originale: Albert Nobbs
Gran Bretagna: 2011. Regia di: Rodrigo García Genere: Drammatico Durata: 113'
Interpreti: Glenn Close, Mia Wasikowska, Aaron Johnson, Janet McTeer, Pauline Collins, Brenda Fricker, Jonathan Rhys-Meyers, Brendan Gleeson, Maria Doyle Kennedy, Mark Williams, Bronagh Gallagher, John Light, Antonia Campbell-Hughes, Annie Starke, Emerald Fennell, Kenneth Collard, Serena Brabazon, Phoebe Waller-Bridge, Daniel Costello, Jillian Reid
Sito web ufficiale: www.albertnobbs-themovie.com
Sito web italiano: www.albertnobbs.it
Nelle sale dal: 10/02/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Sussurrato
Scarica il Pressbook del film
Albert Nobbs su Facebook
Mi piaceCondividi questo articolo su Facebook

albertnobbs_leggero.pngIl desiderio di trasferire la storia di Albert Nobbs sul grande schermo ha dovuto aspettare diversi anni prima che fosse soddisfatto.
Nel 1982 Glenn Close ha partecipato alla trasposizione teatrale del soggetto in questione e ne è rimasta talmente colpita da volerne fare un film. Nel corso degli anni l’attrice ne ha fatta di strada, senza mai dimenticare Albert.
È riuscita a coinvolgere nella realizzazione del suo progetto i tecnici che riteneva più adatti, oltre a fare lei stessa sopralluoghi nella ricerca della giusta location. Close ha proposto la direzione del film al regista Rodrigo Garcia, figlio del grande scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez. Regista cinematografico e televisivo, sceneggiatore e direttore della fotografia, Garcia si è saputo ritagliare un posto di primo piano tra i cineasti della sua generazione.

Questa è la storia di una donna che si traveste da uomo per lavorare e sopravvivere nella Dublino del XIX secolo. Dopo trent’anni di duro lavoro come cameriere, Albert Nobbs ha smarrito la sua identità di donna, maturando l’ambizione di investire i risparmi di una vita nell’apertura di una tabaccheria. Quello che manca a Nobbs è la presenza femminile dietro al bancone del negozio.

Il film si basa su un racconto dell’autore irlandese George Moore, adattata da Glenn Close insieme a John Banville e Gabriella Prekop. È la storia della sopravvivenza di un individuo in un mondo arido, indifferente e, il più delle volte, senza pietà.
Il regista descrive la miseria sia materiale che emotiva in cui molta gente viveva, delinea un periodo in cui la perdita del lavoro è all’ordine del giorno e ci si ritrova in mezzo ad una strada con estrema facilità: uno sguardo alla persona sbagliata ne determina il licenziamento seduta stante, come capita a Joe (tuttofare dell’hotel) all’inizio del film.
Albert Nobbs sopravvive in questo ambiente non solo perché si attiene a quelle regole non scritte che ogni lavoratore impara a conoscere, ma anche grazie al suo carattere taciturno e servizievole. Albert ha perso la sua identità e oramai vive nel suo mondo fatto di ambiziosi sogni, distaccatosi da tutti. Glenn Close ha reso un’interpretazione meritevole di vincere l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

La sua è una recitazione asciutta, il suo viso è imperturbabile e lo sguardo esprime un’emotività a lungo repressa – è uno sguardo che va oltre, in un altrove dove poter riscattare la sua felicità. È una donna ingenua, che si è sempre nascosta dal mondo. Ha soppresso così a lungo le sue emozioni, dal disinteressarsi anche dell’amore.
Albert Nobbs propone ad Helen di sposarlo non per amore, ma perché pensa possa essere una compagna di lavoro ideale per la sua tabaccheria.
Il suo affetto nasce dall’esigenza di condivisione del suo sogno. Nonostante il film racconti una storia drammatica, intorno alla quale gravitano tanti altri piccoli drammi, Rodrigo Garcia utilizza un tocco delicato e garbato, senza che l’atmosfera si incupisca e sprofondi nel patetico.

Gli aspetti che il regista mette in primo piano sono cosa sognano queste persone, a cosa aspirano e chi vorrebbero diventare, promuovendo con prepotenza i personaggi sulla storia, che per quanto abbia dei passaggi prevedibili (come Joe che spinge Helen tra le braccia di Albert per i suoi soldi e altri) circoscrive bene l’ambiente in cui il nostro eroe si muove.
“Albert Nobbs” si poggia interamente sulle spalle del personaggio principale e lo spettatore lo avverte da subito, lasciandosi condurre nel suo mondo.