Qualcosa di straordinario
Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 10 febbraio 2012

Qualcosa di straordinario
Titolo originale: Big Miracle
USA, Gran Bretagna: 2011. Regia di: Ken Kwapis Genere: Commedia Durata: 107'
Interpreti: Kristen Bell, Drew Barrymore, John Krasinski, Vinessa Shaw, Ted Danson, Tim Blake Nelson, Michael Gaston, Mark Ivanir, Gregory Jbara, Stefan Kapicic, Stephen Root, Dermot Mulroney
Sito web ufficiale: www.everybodyloveswhales.com
Sito web italiano: www.universalpictures.it/website/qualcosadistraordinario
Nelle sale dal: 24/02/2012
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Animalista
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qualcosadistraordinario_leggero.png“Qualcosa di straordinario” è la trasposizione cinematografica di una storia vera raccontata dal giornalista Thomas Rose nel suo libro ‘Freeing the Wales’, pubblicato nel 1989.
Nel 1988 la vicenda delle tre balene intrappolate sotto i ghiacciai al largo delle coste dell’Alaska ha emozionato e tenuto col fiato sospeso intere popolazioni, che hanno seguito l’evolversi degli avvenimenti guardandoli in tv o recandosi sul posto.
Thomas Rose è stato il primo testimone e narratore del salvataggio dei cetacei.

Il film racconta come il cronista Adam Carlson scopre casualmente tre balene grigie intrappolate sotto i ghiacciai della cittadina di Barrow.
La notizia fa immediatamente il giro dei maggiori network americani, estendendosi a dismisura e diventando così una notizia di primo piano.
Arrivano sul posto reporter da ogni dove per riprendere Fred, Wilma e Bamm-Bamm – questi i nomi che vengono dati alle tre balene. Si fanno avanti un magnate del petrolio e capi di Stato pronti a offrire il loro aiuto. Arriva anche Rachel Kramer, attivista di Greenepeace nonché ex-ragazza di Adam.

Il regista Ken Kwapis ha messo in evidenza individui con idee e convinzioni opposte che hanno saputo mettere da parte le loro divergenze per portare a buon fine un obiettivo comune.
Nel 1988 Russi e Americani affrontavano la Guerra Fredda, la collaborazione nel salvare i tre cetacei non solo ha portato un ritorno positivo d’immagine sia per Reagan che per Gorbaciov, ma ha rappresentato anche un passo significativo verso la pace. Regista e sceneggiatori hanno recuperato tutto il materiale disponibile per ricostruire la storia, con l’intento di rimanere coerenti con quanto accaduto durante quelle due lunghe settimane. Hanno creato nuovi personaggi che raccontassero meglio cinematograficamente alcuni aspetti.
La cronista Jill Jerard – per esempio- è un personaggio immaginario, messa in campo per rappresentare ciò a cui i reporter sono andati incontro. Impreparati su cosa li attendesse questi hanno sofferto il freddo gelido di quei luoghi (difficilmente sopportabile per chi non è abituato) e i pochi comfort della cittadina. Inoltre bisognava creare un personaggio con cui lo spettatore familiarizzasse e fosse il terzo incomodo del triangolo Rachel, Adam, Jill.
La volontà del regista è stata quella di far emergere l’umanità dei suoi personaggi, peccato che il loro spessore risulti appena abbozzato.
Per rendere Adam più simpatico e in sintonia con lo spettatore si è creato un rapporto amicale che lo lega all’undicenne Nathan, nativo di Barrow: è l’interazione tra queste due figure a scatenare gli eventi. Altro aspetto che Kwapis ha voluto inserire nel film è l’umorismo, per mescolarlo col lato commovente ed emotivo che è insito nella storia. Quello mostrato, tuttavia, è un umorismo spicciolo e, a volte, fuori luogo.

Per quanto riguarda l’ambientazione, il regista ha voluto fortemente fare le riprese del film in Alaska per avere a disposizione i luoghi reali e la possibilità di selezionare la popolazione locale come cast di supporto.
Si sono scelti veri balenieri per ricoprire i ruoli dei cacciatori di balene e molti nativi che all’epoca dei fatti si trovavano a Barrow. Quasi nessuno aveva esperienze attoriali pregresse, eppure non si direbbe, possiedono una naturalezza apprezzata molto anche da Kwapis, convinto che quei volti si potevano trovare solo lì.
“Non è possibile trovare la gente Inuit dell’Alaska da nessun altra parte se non in Alaska, ed i loro volti sono tra le immagini più belle del film” - ha dichiarato il suddetto.

Le riprese sono state effettuate ad Anchorage, cittadina dalle temperature più miti rispetto alla glaciale Barrow. Sono stati utilizzati effetti visivi per ricreare l’originale orizzonte ghiacciato e non solo.
“Qualcosa di straordinario” è un film coinvolgente, soprattutto per i più piccoli, e darà modo ai più grandi di ricordare o conoscere una vicenda tenera e sofferta.