Posti in piedi in paradiso
Scritto da Daria Castelfranchi   
lunedì 27 febbraio 2012

Posti in piedi in paradiso
Titolo originale: Posti in piedi in paradiso
Italia: 2012. Regia di: Carlo Verdone Genere: Commedia Durata: 119'
Interpreti: Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti, Diane Fleri, Nicoletta Romanoff, Nadir Caselli, Valentina D'Agostino, Maria Luisa De Crescenzo, Giulia Greco, Gabriella Germani, Roberta Mengozzi
Sito web ufficiale: www.postinpiediinparadiso.it
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 02/03/2012
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Attuale
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postiinpiediinparadiso_leggero.pngPrimavera italiana annunciata dalla commedia diretta e interpretata da Carlo Verdone.
Come tutti i suoi film, anche Posti in piedi in paradiso è lo specchio dell’odierna realtà italiana, la cui crisi ha colpito e colpisce tuttora l’economia di moltissime famiglie.

Con lo sguardo ironico e malinconico tipico del regista e attore romano, il film mette a nudo la situazione tragicomica di tre personaggi.
C’è Ulisse, ovvero Carlo Verdone, un tempo famoso produttore discografico, patito di musica rock che, una volta abbandonati i fasti, si occupa del suo negozio di vinili in cui vende al massimo due dischi al giorno.
Ha un’ex moglie cantante dalla quale ha avuto una bambina, Agnese, che a 17 anni pensa bene di rimanere incinta come a suo tempo fece la madre.

C’è Fulvio - cui dà il volto Pierfrancesco Favino in un ruolo insolitamente brillante – che da noto critico cinematografico, dopo aver avuto una relazione con la moglie del capo, è stato declassato al mero gossip. Conosce la giovane Ilaria che punta a diventare la nuova stella di Gabriele Muccino ma che ben presto capisce che Fulvio non la porterà alla ribalta. Anche lui è separato da Nicoletta Romanoff a causa dell’infedeltà e ha una bambina piccola che adora.

Infine c’è Domenico, agente immobiliare con un passato da giocatore incallito. Donnaiolo impenitente, con due famiglie diverse, ha un asso nella manica per mettere da parte qualche euro: fare l’accompagnatore per ricche e non più giovani signore, anche se la cosa lo disgusta non poco. Tre personaggi che cercano di sbarcare il lunario, come si suol dire, ma che alla fine di ogni mese non hanno soldi neanche per mangiare. Tre padri che si rimettono ai propri figli e a quel che riusciranno a fare del proprio futuro, un futuro che per la generazione degli over 30 appare decisamente incerto.

Le sequenze esilaranti della prima parte del film, lasciano il posto alla visione disincantata e speranzosa al tempo stesso della seconda. Sono i giovani infatti, secondo Verdone, gli unici che potrebbero uscire vincitori da questa crisi, grazie alla loro maggiore determinazione.
Come in molti film di Verdone, torna la colonna sonora studiata attentamente, forte di alcuni noti brani degli anni ’70, tra cui Ghost Song dei Doors che il divertente personaggio interpretato da Micaela Ramazzotti scambia per i Queen.
Una commedia che evoca quelle del maestro Mario Monicelli, che tanti temi difficili aveva portato sullo schermo con il sorriso.

Una commedia che fa ridere e riflettere al tempo stesso e che mostra l’Italia di oggi con il tocco brioso tipico di Verdone.
Alla fine, un velo di speranza aleggia sui protagonisti: quasi un augurio per chi è in difficoltà e sembra non vedere la fine dell’incubo made in Italy. Senza dubbio questa nuova commedia sarà destinata ad occupare le vette della classifica italiana. Meritatamente.