Marigold Hotel
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 28 marzo 2012

Titolo: Marigold Hotel
Titolo originale: The Best Exotic Marigold Hotel
USA: 2012. Regia di: John Madden Genere: Commedia Durata: 123'
Interpreti: Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, Dev Patel, Celia Imrie, Ronald Pickup, Tom Wilkinson, Maggie Smith, Tena Desae, Diana Hardcastle, Lillete Dubey
Sito web ufficiale: www.hotelmarigold.es
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 30/03/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Solare
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marigoldhotel_leggero.png“Marigold Hotel” vede un cast di attori dalla lunga esperienza e bravura vedersela con un periodo dell’esistenza in cui, contrariamente a ciò che si pensa, tutto può ancora accadere e soprattutto una vita nuova di zecca può avere inizio, basta una bella spinta.
Un gruppo di pensionati inglesi, con problemi di denaro, si ritrova a vivere al Marigold Hotel, in India. Quello che trovano al loro arrivo non è però il resort pubblicizzato nel depliant.
Il proprietario, il giovane Sonny Kapoor sta cercando di rimettere in sesto l’edificio e quello di cui ha bisogno sono proprio dei clienti paganti.
Ognuno di loro ha una storia che li accompagna, ma il soggiorno all’hotel farà nascere in loro un cambiamento inaspettato. Una vita nuova li attende.

Le avventure di questi personaggi nascono dalla mente delle scrittrice Deborah Moggach, la quale ha immaginato diverse tipologie di pensionati, con in comune l’essere a corto di denaro e la volontà di attuare una svolta nella loro esistenza, una sorta di rinascita senile.
Lo spettatore li accompagnerà nel loro percorso, diventando testimone insieme a loro della riscoperta di una nuova ed insperata seconda giovinezza.
Evelyn, Muriel, Graham, Norman e gli altri si mettono in viaggio e in gioco, ad un’età in cui molti vivono in tranquillità e senza scossoni.

L’idea è stata quella di considerare dei personaggi, che invece di imboccare il rispettivo “viale del tramonto”, aprono un capitolo entusiasmante fatto di nuove esperienze, allegria e gioia, circondati da colori sfavillanti e solarità - aspetti questi che in India abbondano.
Il regista John Madden ha evidenziato varie tematiche legate al cambiamento che un individuo può intraprendere: la perdita materiale ed emotiva, la malinconia per le cose che ci si lascia dietro, il distacco dalla propria casa e dai propri cari.
Quella realizzata è una commedia che mette di buon umore, parlando anche di solitudine, del lutto, del non riconoscersi più dopo tanti anni di matrimonio. Il bisogno d’amare e d’essere amati è però l’aspetto che accomuna questi individui, compreso il giovane proprietario del Marigold Hotel, Sonny Kapoor.

Una caratteristica che mette sullo stesso piano l’hotel e i suoi ospiti è la trasformazioni che entrambi sono in procinto di subire. Sonny promette di attuare quel cambiamento, al quale gradualmente ogni personaggio va incontro. Il film ha una prima parte molto vivace e scoppiettante, con un incedere crescente, che poi però subisce un rallentamento, disattendendo le aspettative create. In alcuni momenti, nella seconda parte, si scivola nella retorica e i dialoghi mancano di spontaneità.
Ciò forse è dovuto alla magia che il regista voleva creare, portando i personaggi ad essere sospesi dal mondo reale, dal mondo che conoscevano fino all’attimo prima di essere catapultati in quest’hotel.
Sembra essere un mondo incantato quello nel quale il gruppo di pensionati entra e lo si avverte appena varcata la porta di questo edificio in divenire, pregno di un fascino d’altri tempi.

L’intento di Madden è stato quello di dare “una visione più realistica di ciò che queste persone vedono e sentono” – ha ammesso, mostrando un’India che non fosse solo quella delle cartoline. Il messaggio che sta alla base di “Marigold Hotel” risiede nel considerare che non è mai troppo tardi per cambiare la propria vita e stupirsi piacevolmente di ciò che non si conosce, apprezzandolo.