La furia dei Titani
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 02 aprile 2012

Titolo: La furia dei Titani
Titolo originale: Wrath of the Titans
USA: 2012. Regia di: Jonathan Liebesman Genere: Fantasy Durata: 99'
Interpreti: Liam Neeson, Ralph Fiennes, Sam Worthington, Rosamund Pike, Bill Nighy, Danny Huston, Toby Kebbell, Edgar Ramirez
Sito web ufficiale: www.wrathofthetitans.warnerbros.com
Sito web italiano: www.warnerbros.it/clashofthetitans
Nelle sale dal: 30/03/2012
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Mitologico
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lafuriadeititani_leggero.pngPoteva il cinema americano farsi scappare una traboccante miniera d’oro come spesso lo è il genere fantasy e mitologico? Domanda retorica certamente e la risposta è: No, non poteva. Ed ecco che dopo il successo dei precedenti film mitologici “Scontro fra Titani e il più recente “Immortals” arriva il secondo capitolo “La Furia dei Titani”.
Queste nuove creature sono più grandi e più cattive delle precedenti, in gioco c’è la sopravvivenza degli umani e l’immortalità degli dei.

Dopo aver sconfitto il Kraken, Perseo decide di intraprendere una vita tranquilla, stando accanto al figlio. Il padre Zeus si presenta al suo cospetto per chiedergli aiuto.
Una grave minaccia li attende: Crono, il capo dei Titani, rischia di essere liberato dalla sua lunga prigionia e scombinare gli equilibri esistenti. Ade e Ares, figlio di Zeus, si sono alleati per liberarlo.
Perseo è inizialmente restio a farsi avanti, ma quando la minaccia giunge a mettere in pericolo la vita di suo figlio, le priorità cambiano.
“La Furia dei Titani” prosegue le storie della mitologia greca che tanto affascinano il pubblico. È ricco di sequenze d’azione, effetti speciali e affronta diverse tematiche.
Il motivo per cui la mitologia greca riesce a catturare l’attenzione, rimanendone assorbiti totalmente, lo si deve al fatto che vi si raccontano imprese eroiche, che noi ‘comuni mortali’ possiamo solo sognare di intraprendere, ma anche per i suoi stilemi: c’è la tragedia, grandi passioni, tradimenti e vendette, che seppur in minima parte ritroviamo nella vita di tutti i giorni.

In questo secondo capitolo Perseo è maturato, ha un figlio che ama e che vuol vedere crescere. Il regista Jonathan Liebesman mostra l’amore paterno, esplora il legame tra un padre e suo figlio e la rivalità tra fratelli.
Viene espressa la gelosia e la collera di un figlio nei confronti di un padre, che dedica attenzioni e il proprio bene al fratello, facendo sentire il primo la seconda scelta.
Si prende in considerazione la responsabilizzazione di un individuo nel momento in cui si ha un potere da utilizzare al meglio – situazione familiare a un altro (super)eroe: Spiderman/Peter Parker.
Per ricreare l’antica Grecia, la produzione si è spostata sull’isola di Tenerife, poi in Inghilterra per gli interni e nelle cupe cave del Galles del Sud per dare vita alla sequenza della battaglia finale.

La costruzione dei set ha impiegato tempo e tanta immaginazione. Il labirinto del Minotauro, per esempio, rappresenta “la migliore combinazione di effetti e realtà (…) realizzarlo è stato complicato, difficile, a causa di tutte quelle parti mobili e della necessità di dover apparire uno spazio infinito” ricorda lo scenografo Charlie Wood. Questo labirinto è in effetti sbalorditivo e affascinante.
Il film è stato concepito per il 3D (ma convertito in post-produzione), tutte le scelte adottate nella sceneggiatura e nella pianificazione del lavoro hanno tenuto conto di ciò. Questo per agevolare il modo di lavorare di Liebesman, il quale predilige i movimenti di macchina, la macchina a spalla, rendendo più dinamico il movimento e creando un’azione sinergica di tutti gli elementi a disposizione.
La volontà è stata quella di realizzare un film epico, che appassioni lo spettatore e lo faccia entrare nel mito, dando vita ad un’atmosfera fantastica e spettacolare che riesca a conquistarlo.