Liscio
Scritto da Federico Raponi   
mercoledý 04 aprile 2007

Liscio
Italia: 2006. Regia di: Claudio Antonini Genere: Drammatico Durata: 80'
Interpreti: Robert Madison, Giorgio Molteni, Riccardo Tesi, Giorgio Careccia, Alberto Gimignani, Edoardo Baietti
Recensione di: Federico Raponi

liscioleggero.jpgGiÓ proiezionista, organizzatore di produzione e sceneggiatore, come regista Claudio Antonini Ŕ al suo secondo film (del quale ha anche collaborato alla scrittura), ambientato nella riviera terra del liscio. Dove un bambino vive con la madre, suona il clarinetto e trascorre il tempo libero con due compagni inseparabili insieme ai quali si diverte, videocamera in mano, a fare delle riprese compromettenti ai professori che rubano le penne ai colleghi, si mettono le dita nel naso, fumano nei bagni della scuola. La mamma invece si veste in modo appariscente e vive brevi relazioni - per lo pi¨ sessuali - con gli uomini, collezionandone un'ampia gamma tra intellettuali, rockettari, impresari musicali, ufologi, coltivatori di marijuana. Quella dei due protagonisti Antonini l'ha definita "una storia non di drammi ma di dispiaceri". Infatti da una parte il piccolo ha appena perso il nonno, bravissimo fisarmonicista nonchŔ suo iniziatore alle note, per fidanzato della madre vorrebbe il proprio insegnante di musica ("attento, gentile, simpatico"), e scopre che quelli che riteneva amichetti del cuore considerano la sua mamma una prostituta. Dopo averne picchiato uno, diventerÓ per un p˛ intrattabile. Dall'altra, la donna fa la vocalista e si esibisce la sera nelle balere con l'orchestra del padre defunto, ma aspirerebbe a cambiare genere, da solista, voce e piano con brani composti da lei stessa. Entrambi devono per˛ affrontare frustrazioni dei rispettivi desideri.
Commediola della provincia, dal un punto di vista del ragazzino e, per gli amanti di queste melodie, con una colonna sonora curata dai musicisti Riccardo Tesi e Gianni Coscia. Il film si regge sul piccolo, simpatico protagonista e soprattutto su una Laura Morante che urla, piange, si cimenta col canto e ancheggia sul palco. Troppo poco perchŔ qualche sorriso non venga coperto dagli sbadigli.