Maradona la mano de Dios
Scritto da Battista Passiatore   
giovedì 05 aprile 2007

Maradona la mano de Dios
Italia, Argentina: 2007. Regia di: Marco Risi Genere: Drammatico Durata: 116'
Interpreti: Marco Leonardi, Abel Ayala, Javier De la Vega, Julieta Díaz, Lucas Escariz, Rafael Ferro, Pietro Taricone
Recensione di: Battista Passiatore

maradonalamanodidioleggero.jpgBisogna iniziare questa riflessione dicendo innanzitutto che realizzare un film biografico su una persona tuttora in vita e ancora relativamente giovane (è del '60) non è impresa semplice.
Di certo non è necessaria, ma una volta deciso che va fatta, e che c'è un pubblico che la andrebbe a vedere, trovare le migliori soluzioni possibili per raccontarla diventa un bel nocciolo.
Perchè non tutti i fili si sono chiusi e proprio mentre il film esce nelle sale, Maradona è tornato di corsa in ospedale per abuso di alcool e cibo. Per fare un film che tenga assieme tutti i pezzi di una vita privata serve una tesi, e una tesi con così tanti punti ancora interrogativi non è smeplice da trovare visto che il pubblico ne sa tanto quanto i realizzatori riguardo il personaggio. Risi e i suoi sceneggiatori spagnoli (il film è una coproduzione italo-spagnola) decide di mantenere fisso l'amore per il pallone che ha Diego. E così il lungo flashback (o forward visto che in verità si inizia con qulelo) di lui nel pozzo serve da nastro: raccoglie inizio e fine stringendo tutto qulello che c'è in mezzo. L'amore, la droga, la camorra, il successo al mondiale e quello col Napoli, il ritorno a Usa94, l'arresto per possesso di stupefacenti, il lardo e i vari ricoveri ospedalieri. Tanta roba messa al fuoco che va narrata perchè non può essere omessa da un film biografico, ma che non sempre lega o comunque non sempre lascia emergere quell'amore per il pallone nonostante tutto e tutti che dovrebbe riunire il puzzle e dimostrare l'esigenza di un film di fiction piuttosto che di un documentario. Anche perchè le immagini più belle sono quelle di repertorio: i veri goal di Maradona. Leonardi che lo interpreta e tanto bravo e verosimile quanto inascoltabile con la sua vocetta. Risi se la cava decentemnete, uscendo dai canoni di una regia televisiva (le prime scene sono le migliori), ma senza osare troppo e dare un tocco più autoriale e marcato alla narrazione. Film come Ray o Walk the line, analoghi per somme linee, sono di un altro pianeta.

Giudizio: Sufficiente