London
Scritto da Chicco D'Aquino   
lunedì 04 giugno 2012

Titolo: London
Titolo originale: London
Gran Bretagna, USA: 2005. Regia di: Hunter Richards Genere: Drammatico Durata: 92'
Interpreti: Chris Evans, Jessica Biel, Jason Statham, Kelli Garner, Isla Fisher, Joy Bryant, Dane Cook, Kat Dennings, Juliette Marquis, Paula Patton, Jeff Wolfe, Louis C.K., Lina Esco
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Chicco D'Aquino
L'aggettivo ideale: Essenziale
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london_leggero.pngUna giovane coppia scoppia e dopo infinite traversie lascia il terreno disseminato di rancore, di domande inevase, di scelte non fatte.
Chi si incarica di rimettere insieme il baillame, almeno dentro di sé, è l’anello debole della relazione, Syd ma il tentativo non riesce.
Troppo coinvolto tra incertezze, fiducia spezzata, accelerazione della fine, inesorabile, di una partita mal giocata e mal vissuta con London, oramai irrimediabilmente ex.

Esasperazione a mille ed esuberanza come ricordo sanciscono il non ritorno, la chiusura di qualsiasi trattativa riconciliatrice.The game is over. Tra inestricabili grovigli originati da insicurezze reciproche i due scelgono strade diverse, modi differenti di stare al mondo.
Più accidentato perché irto di rimpianti quello di Syd.Più soft e sbarazzino quello di London.Entrambi però sanno che non si libereranno tanto facilmente l’uno dell’altra, con nuove relazioni alle porte, nella consapevolezza che tutto è cambiato ma che il passato potrà riproporsi ancora, rinnovato nelle vesti del più imprevedibile dei destini.

Perfetto per un testo teatrale, essenziale (e “sportivamente” esistenziale) London intercetta e veicola ex nuovi linguaggi –in realtà prolungamento distorto di invenzioni semantiche sessantottine qui veloci, esasperate, iperproduttive, malinconicamente post-politici e terribilmente reali. E se la comunicazione ipertrofica, ridondante, cruda nell’essenzialità del messaggio cristallizza nella sua immediatezza registri narrativi al limite del tribalismo, nel contempo intacca la fragilità dei due attori in campo, parole che danzano vorticosamente sulle corde del presente, sospese sull’orlo di un inafferrabile baratro sentimentale.