Shame
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 27 giugno 2012

Shame
Titolo originale: Shame
Gran Bretagna: 2010. Regia di: Steve McQueen Genere: Drammatico Durata: 99'
Interpreti: Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware, Elizabeth Masucci, Lucy Walters, Robert Montano, Anna Rose Hopkins, Jake Richard Siciliano, Alexandra Vino, Jay Ferraro, Mackenzie Shivers, Alex Manette, Briana Marin, Frank Harts, Kate Dearing, Wenne Alton Davis, Eric Miller, Stephane Nicoli, Carl Low, Neal Hemphill, Mari-Ange Ramirez, Rachel Farrar
Sito web ufficiale: www.foxsearchlight.com/shame
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 13/01/2012
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Indagatore
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shame_leggero.pngIl film che ha consacrato il talento di Michael Fassbender - premiato al Festival di Venezia 2011 con la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile - è ora disponibile in Dvd e Blu-ray, distribuito da 01 Distribution e Bim.
L’acclamata coppia artistica McQueen/Fassbender ha sbalordito critica e pubblico già con la loro collaborazione in “Hunger” (2008), prima regia per McQueen.
Con “Shame” il regista fa un altro centro perfetto, rafforzando la considerazione per la sua bravura nel dirigere gli attori e raccontare una storia.

Brandon ha tutto dalla vita: un ottimo lavoro, un appartamento confortevole e un sacco di donne che si avvicendano nel suo letto. E proprio qui sta il problema, perché Brandon ha una dipendenza sessuale da cui è dominato.
L’arrivo della sorella Sissy dà uno scossone alla sua metodicità, mettendolo faccia a faccia col suo malessere. Il regista, e co-sceneggiatore insieme ad Abi Morgan, tratteggia diverse tematiche, riconducibili al disturbo del protagonista, come i difficili rapporti familiari in cui in forme diverse chiunque si può ritrovare. Per Brandon la sorella è fonte di sofferenza, in quanto gli ricorda esperienze che lui tenta di lasciarsi alle spalle, ma la verità è che qualsiasi cosa abbia vissuto gli è rimasta dentro e difficilmente riuscirà a liberarsene se non guarda in faccia i propri demoni.
Brandon è un uomo che ha tutta la libertà che si potrebbe desiderare, eppure gli manca un aspetto fondamentale per essere veramente felice: non riesce a lasciarsi coinvolgere in una storia con una donna, amarla e farsi amare.
Usa il suo corpo come una momentanea valvola di sfogo del disagio che prova dentro. Conosce tante persone, ma è solo una conoscenza superficiale, non ha amici né affetti più stretti, ad eccezione della sorella, con cui ha difficoltà a rapportarsi. Sissy è il suo opposto: lui metodico e ordinato, lei confusionaria e casinista, vittime entrambi del loro modo di comportarsi.

Il suo arrivo lo destabilizza e si capisce quanto profondamente nel momento in cui i due fratelli si confrontano vis-à-vis con parole dure e dirette. “Shame” indaga l’animo di un individuo, di come affronta la vita di tutti i giorni e quanto il passato lo possa segnare nel presente e nel futuro, un passato che non sempre si riesce a superare.
Capita che ci si lasci morire dentro, facendosi del male, consapevolmente o meno, ma comunque del male, come fa Brandon.
Fassbender ha regalato una performance intensa e autentica. Nato in Germania e cresciuto in Irlanda l’attore è diventato famoso con la miniserie del 2001 “Band of Brothers”, prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks.
L’esordio cinematografico avviene con “300” di Zack Snyder e da allora non si più fermato accrescendo la lista di film a cui partecipa, lunga ed eterogenea.
“Shame” è un film pervaso da un velo di malinconia e tristezza, che cattura e coinvolge, facendoci addentrare nel mondo del protagonista e della sua agonia, che emerge man mano, sempre più tangibile fino all’epilogo.
È una di quelle pellicole che non può mancare a chi di cinema e di film si nutre.