Cena tra amici
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 09 luglio 2012

Titolo: Cena tra amici
Titolo originale: Le Prénom
Francia: 2012. Regia di: Alexandre de La Patellière, Mathieu Delaporte Genere: Commedia Durata: 109'
Interpreti: Patrick Bruel, Valérie Benguigui, Charles Berling, Guillaume De Tonquedec, Judith El Zein, Françoise Fabian, Yaniss Lespert, Miren Pradier, Alexis Leprise, Juliette Levant, Bernard Murat
Sito web ufficiale: www.pathefilms.com/film/le-prenom
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 06/07/2012
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Geniale
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cenatraamici_leggero.pngSe volete ridere e di gusto, questo è il film che fa per voi. E se poi si riesce anche a riflettere un po’ su ciò che provoca ogni nostra scelta nella società in cui viviamo si ha il mix perfetto per un film che ricorderete a lungo.
“Cena tra amici” porta lo spettatore a divertirsi e a confrontarsi. Le tematiche, che i due registi e sceneggiatori Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière affrontano, accendono il dibattito e fanno discutere proprio come fanno i personaggi della storia.
Vincent viene invitato a cena dalla sorella Elisabeth e suo marito Pierre, tra gli altri invitati c’è l’amico d’infanzia Claude. Mentre aspettano la ritardataria moglie incinta di Vincent, Anna, il futuro papà apre una discussione con Pierre e gli altri sulla scelta del nome del bambino.

Il film è l’adattamento dell’opera teatrale “Le Prénom”, messa in scena da Bernard Murat e scritta dagli stessi Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière. Trasportando l’opera sul grande schermo hanno deciso di mantenere tutte le azioni dei personaggi in un unico ambiente, scelta di stampo teatrale utilizzata in diversi film come “Sleuth” (1972) di Joseph L. Mankiewicz o il più recente “Carnage” di Roman Polanski.
Delaporte e De La Patellière hanno voluto dar vita ad una narrazione in tempo reale, mettendo enfasi sul ritmo dato dalla performance attoriale. In “Cena tra amici” si parla di amicizia e di famiglia, ma non solo, i due autori hanno rappresentato aspetti di vita presi da esperienze personali.
Loro stessi hanno dato ai propri figli “nomi piuttosto originali” e si sono resi conto di come “la gente sembra concedersi la licenza di entrare nella tua sfera privata ed esprimere un parere sulla questione”.
Ciò che hanno notato è come la scelta di nomi bizzarri scateni delle reazioni in coloro che ci stanno intorno. Nel film il nome è, in realtà, un grande e divertente elemento di distrazione – e mai scelta è stata più geniale - per arrivare poi a parlare delle storie personali di ogni singolo personaggio.

L’intento, infatti, è stato quello di far in modo che il pubblico si identifichi con loro, “avere la sensazione di vivere questa cena in prima persona, essere in grado di identificarsi a turno con ognuno dei protagonisti” ha spiegato De La Patellière.
Il personaggio che più degli altri esplode, come una pentola a pressione che a lungo si vede ribollire, quando meno ce lo si aspetta, è Elisabeth, detta Babou. Solo alla fine ci si rende conto come nonostante abbia meno scene degli altri, sia il collante che unisce tutti, ognuno di loro fa riferimento a lei: fratello, marito, amico d’infanzia e cognata.
Dopo aver sdoganato le reazioni sulla scelta del nome, perfettamente in linea con la realtà, e averlo reso in modo sorprendentemente ilare, si passa con altrettanta capacità all’esprimere la gelosia tra amici, a parlare di un rapporto sentimentale di un uomo con una donna molto più matura, fino ad arrivare allo sfogo di una donna, che si è vista tutta la vita incastrata in un ruolo affidatogli dai genitori prima e dal marito poi.
I due autori mostrano come alla donna ancora oggi non si chieda nulla, si dà per scontato che faccia determinate cose, mentre l’uomo se ne può tranquillamente lavare le mani.

È una storia in cui molte donne, se non tutte, chi per un aspetto chi per un altro, si possono identificare.
“Cena tra amici” è un film ben scritto, confezionato e interpretato, solo il finale – forse un po’ troppo sbrigativo – sembra lasciare irrisolte alcune questioni. Lo spettatore non sa quale e se chiarimento c’è stato, per esempio, tra Pierre e Babou.