Ong Bak 3
Scritto da Francesca Caruso   
domenica 05 agosto 2012

Titolo: Ong Bak 3
Titolo originale: Ong Bak 3
Tailandia.: 2010. Regia di: Tony Jaa, Panna Rittikrai Genere: Azione Durata: 99'
Interpreti: Tony Jaa, Dan Chupong, Kessarin Ektawatkul, Saranyu Wonggrajang, Petchai Wongkamlao, Primrata Dechudom, Nirut Sirichanya, Sorapong Chatree, Sarunyu Wongkrachang, Nirutti Sirijanya
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Primitivo
Scarica il Pressbook del film
Ong Bak 3 su Facebook

ong_bak_3_leggero.pngIn occasione dell’uscita in Dvd e Blu-ray del capitolo finale: “Ong Bak 3”, la 01 Distribution realizza un cofanetto che ne racchiude la trilogia, con ricchi contenti speciali.
Nel 2003, con “Ong Bak – Nato per combattere”, il pubblico conosce uno straordinario artista di arti marziali. Tony Jaa non utilizza controfigure o effetti speciali nei suoi combattimenti cinematografici. Sembra leggero come una piuma quando salta gli ostacoli che potrebbero rallentarlo, inseguito da una banda di criminali nel primo capitolo.

È lontano il tempo in cui c’era Jean-Claude Van Damme a battersi sul ring mostrando il proprio repertorio di arti marziali in film come “- Il nuovo guerriero” (1989), “- Scommessa vincente” (1990) “proibiti” (1990) e molti altri ad infiammare il pubblico occidentale.
Oggi, dopo Bruce Lee, c’è Tony Jaa che sembra intenzionato a seguire le sue orme, come anche quelle di Jackie Chan e Jet Li.

Con “Ong Bak” l’attore fa conoscere il Muay Thai, disciplina thailandese, all’occidente e glielo fa assaporare in tutta la sua autenticità.
Mentre il primo capitolo ha un’ambientazione contemporanea, il 2° - definito un prequel (ambientato oltre 500 anni prima) – e il 3° capitolo sono l’uno la continuazione dell’altro. È una trilogia che attraversa le spire del tempo. “Ong Bak 2 – La nascita del Dragone” (2008) è ambientato nel 1431 d.C. e racconta la storia di Tien, che salvatosi dal massacro della sua famiglia, viene catturato dai mercanti di schiavi. Il ragazzo riesce a cavarsela grazie anche all’intervento di Chernang, che lo fa entrare nella sua banda e lo addestra nelle arti marziali.
Diventato adulto Tien decide di vendicare i suoi genitori. In questo film vengono mostrate diverse discipline marziali, espresse da Tony Jaa con una versatilità che oggi non ha eguali. Tutto ciò che lo spettatore vede sullo schermo sono stunt reali fatti dal talentuoso Jaa, che non si serve di effetti speciali.
L’attore e regista ha iniziato a praticare arti marziali a 6 anni e crescendo non si è limitato ad imparare una sola disciplina, ma svariate. La sua tecnica e la sua bravura sono tutte nelle coreografie che si possono ammirare nella trilogia di “Ong Bak” e in “The Protector – La legge del Muay Thai” (2005). In ognuno di questi film viene mostrata la tecnica arcaica del Muay Thai e in “Ong Bak 2” c’è anche la Capoeira, il Wushu, il Taekwondo e il Krabi Krabong, oltre ad un’antica danza di combattimento del popolo thailandese: il Khan.
Quelli a cui gli appassionati e i curiosi di questo genere assisteranno sono una serie di combattimenti che si susseguono l’un l’altro, pieni di vigore, adrenalinici, carichi di emozioni, a volte feroci, catalizzanti e ipnotici. Lo sguardo rimane puntato tutto il tempo su Tony Jaa e sulle sue autentiche capacità atletiche, sulla sua forza e sul suo carisma. Per lungo tempo ha fatto lo stuntman, il primo film in cui ha lavorato come tale è stato “Mortal Kombat: Distruzione totale” (1997) di John R. Leonetti.
Le sue doti non potevano rimanere relegate a questo ruolo e infatti è stato notato dal regista Prachya Pinkaew, che lo ha voluto come protagonista di “Ong Bak – Nato per combattere”.

Il film gli porterà fama a livello mondiale e un nutrito numero di fan. Con “Ong Bak 2” si cimenta nella regia al fianco del veterano Panna Rittikrai, che gli ha fatto conoscere il mondo di celluloide. I due si ritroveranno a dirigere insieme anche il terzo capitolo. In “Ong Bak 3” Tien oramai in fin di vita viene curato dagli abitanti del villaggio, che lo nascondono da Lord Rajasena.
Quella di Tien sarà un lungo percorso verso la guarigione, che gli darà modo di entrare in connessione con la sua parte interiore.
Chi si troverà davanti sarà un nemico arduo da sconfiggere. Nella prima parte il film ha poca linearità, si passa da una sequenza all’altra senza che ci sia un anello di congiunzione cronologico, eccezion fatta per i flashback ben palesati.
La parte centrale si fonda sul ritrovare la fiducia in se stessi attraverso la riflessione e la conoscenza di sé. Si giunge, poi, alla parte finale in cui i combattimenti prendono il posto che gli spetta di diritto. Inoltre viene mostrato lo stato di angoscia nel quale vive la nemesi dell’eroe: i suoi incubi e il venir meno della sua lucidità.

Rispetto al precedente, “Ong Bak 3” ha maggiori momenti “calmi”, in quanto si sono voluti mostrare altri aspetti del protagonista, come anche delle arti marziali, fatte non solo di allenamento e combattimenti, ma di tanta concentrazione e introspezione, che deriva da questi momenti di stasi. “Ong Bak 3” ha qualche punto debole rispetto al precedente, ma non ci si può esimere dal vederli entrambi…anzi tutti e tre. Tony Jaa è una forza della natura e i combattimenti sono coinvolgenti.
Con questo film si conclude la trilogia e Tony Jaa si prende una pausa “dal mondo”, per diventare monaco buddista e seguire così il percorso che la sua disciplina richiede.
Dopo questa esperienza, Jaa torna nuovamente al cinema e accetta di interpretare “The Protector 2”, di prossima uscita.